25.1.08

non si esce vivi dagli anni 80


come si fa?

io non parlo di mastella. non parlo di nessuno. non so dire la mia. elezioni subito, governo istituzionale, legge elettorale...siamo l'unico paese al mondo dove si parla di politica come si parla di calcio. ma in fondo cosa è più importante dei due? ognuno ha la competenza di dire la sua.

io so solo che lo so perchè siamo in questa situazione e, porca miseria, a differenza degli anni di pasolini, ci sono anche le prove. una di queste ve la butto qui, presa da youtube e messa anche sul blog di grillo. penso sia importante farla girare per capire perchè e come siamo arrivati al livello dove siamo ora.

lo sai che non si esce vivi dagli anni 80....cantava qualcuno. non si esce vivi infatti, si esce morti zombi e mafiosi. come cuffaro che attacca falcone. e condannato festeggia con i cannoli.

siamo i figli degli anni 80. siamo la generazione nata e cresciuta negli 80, peggiorata negli anni 90, devastata e degenerata in questo primo decennio del nuovo millennio. uno tsunami ci sta investendo. altri 15 anni di distruzione di centrodestra. con l'obiettivo di silvio presidente della repubblica. con bolle di grande fratello in giro per il paese. con vespa sindaco di roma (è una delle voci che girano...). con veltroni fatto a fette (e questo meno male...).

e ora come si fa?

non lo so. ma io ho la cittadinanza svizzera.

22.1.08

panda bear - person pitch

NON VOGLIO PARLARE DI MASTELLAAAAAAAAA!!!!


La musica folk americana sembrava prendere una strada molto particolare di ritorno alle radici. Sembrava che la ricerca si stesse indirizzando verso il purismo musicale: le chitarre rigorosamente acustiche di Devendra Banhart, i suoni ruvidi e delicati allo stesso tempo di Coco Rosie, le voci hippie e nasali di entrambi, il suono cristallino e dolente di Vic Chesnutt. Ma ci eravamo scordati degli Animal Collective. E insieme a loro, della loro fondamentale costola, Panda Bear. Ed ecco la lezione su come fare evolvere una musica splendida che pareva però destinata al manierismo e alla ripetitività, dopo un bell’inizio new-folk. Person Pitch è l’ultimo lavoro di Panda Bear, da molti considerato uno dei dischi più belli del 2007. Gli elementi che ne fanno un disco originale e “avanti” sono in parte legati al suo tradizionalismo: coretti hippie, inni al sole, cerimonie pagane di amore libero, e quindi vocine che ricordano felicemente Brian Wilson dei Beach Boys. L’altra parte è invece legata a un filone apparentemente retro, ma in realtà straordinariamente innovativo nel modo in cui è qui trattato: la psichedelia. Ed eccoci all’aspetto più interessante: la psichedelia che si fonde con l’elettronica. Ne viene fuori un cocktail difficile, per fortuna, da categorizzare, ma bilanciato, compatto, pop, perfetto. Troppo perfetto? Forse.
Un disco caldo, solare, luminoso, hippie, strambo. Ascoltatelo con gli occhi chiusi, rivolti verso il sole.

NON VOGLIO PARLARE DI MASTELLAAAAAAAAAAAAA!!!!!

19.1.08

checco zalone


odio zelig.

non lo vedo mai. lo trovo becero e rappresentativo della decadenza del paese. nonostante pensi che bisio sia bravo, venduto, ma bravo e la encontrada carina.

comunque, ieri sera la stanchezza e la malattia ci hanno trattenuti in casa e, non c'è stato verso, mi è toccato tenere la tv accesa e, non c'è stato verso, sono capitato su un puntatone di arcizelig.

sarò stato fortunato, ma ho beccato questo tizio che si chiama checco zalone che mi ha fatto ridere da morire. ho scoperto che è quello che per i mondiali di germania aveva scritto quella canzone divertente, siamo una squadra fortissimi.

il personaggio è quello di un cantante neomelodico napoletano, molto scazzato, molto pieno di sè, che scrive pezzi per certi cantanti pop italiani strafamosi, vasco, carmen consoli, tiziano ferro, jovanotti. e le canzoni che canta sono parodie piuttosto geniali degli originali.

vi propongo il mio preferito che ho beccato su youtube, la parodia di cristicchi. ma li trovate tutti. ogni volta che arriva si tocca il pacco, parla sgrammaticato, è presuntuoso. geniale.

è intelligente e acuto nel prendere per il culo, mi diverte molto. o forse ancora una volta è solo il mio gusto per il trash?

ps. non resisto, qui sotto vi metto pure quella di carmen consoli...geniale!

18.1.08

casta diva – lady mastella e l’elettorato passivo


ricevo un post scritto da lorenz, che dato però il tono preciso serio e puntuale della sua disamina del caso mastella, devo questa volta chiamare Avvocato.

però, lorenz, nella mail precedente mi hai regalato una chicca, invece, super-ironica che è la copertina di quel giornale incredibile che si chiama LIBERO. E sempre tu, lorenz, hai aggiunto: "ma i titoli di - libbero, er giornale der mio amigo vittorio (come diceva funari)- chi li pensa? a un passo dal vernacoliere..."

ecco l'intervento, che condivido pienamente, dell'Avvocato Lorenz:

"Con tutta la pietà umana che si può provare per una persona soggetta ad una misura restrittiva della libertà personale ed in attesa di giudizio (quindi innocente fino a prova contraria), devo ammettere che le recenti vicende della saga di Ceppaloni mi hanno abbastanza intrigato. Non per uno sterile desiderio di rivalsa verso l’emblema della politica all’italiana, quanto perché forse davvero si riuscirà a togliere il coperchio (almeno un pezzettino) sul vero problema di questo paese: non gli eletti ma gli elettori.

Sicuramente la stragrande maggioranza degli italiani non vorrebbe come ministro della giustizia Clemente Mastella, alcuni perché vorrebbero magari l’ing. Castelli, altri perché preferirebbero un giurista in quell’incarico. Ma l’ormai ex ministro è in quella posizione, anche in quella di parlamentare, a pieno diritto, perché è espressione di una fetta di elettorato fedelissimo. E sarà eletto per sempre, fino alla fine dei suoi giorni nel collegio blindato che rappresenta.

E come si ottiene un collegio elettorale a prova di bomba? Esattamente facendo quello che ha fatto il nostro: creando una rete di clientele, favori, strette di mano, nomine in enti pubblici, clientelismi, baci, regali, matrimoni, battesimi e sagre della porchetta.

La rilevanza penale di questi comportamenti sarà stabilita dalla magistratura. Ma la rilevanza morale e soprattutto politica ed etica è chiarissima. E’ un sistema che funziona solo per chi è parte dell’ingranaggio e a totale e gravissimo danno del sistema Stato. Mercato, concorrenza, meritocrazia, circoli virtuosi, obiettività, correttezza, rigore, ecc… Tutti questi sono termini incompatibili con il sistema creato e purtroppo sono anche i soli principi che ci potrebbero tirare fuori dalla palude in cui ci siamo arenati. Fino a quando non si riuscirà a creare una coscienza comune convinta di questo, disposta a rinunciare in prima persona al pezzettino della torta che, a chi più e a chi meno, a tutti noi spetta o potrebbe spettare in futuro, non si vedono grandi soluzioni.

Le lottizzazioni nella sanità sono una realtà italiana, di tutta l’Italia, dal Veneto alla Sicilia. Avere un medico scarso ma con la tessera di partito giusta nella tasca del camice non credo che farebbe piacere a nessuno di noi. E ovviamente la sanità non esaurisce purtroppo gli ambiti di applicazione del principio espresso.

Ma non è solo Lady Mastella il male di questo Paese, che non rassegna le dimissioni da presidente del consiglio regionale della Campania, probabilmente dirigendo le sedute dal tinello, ma un elettorato troppo incline al compromesso, alla scelta di comodo ed a trovare legittimazione delle proprie scelte sbagliate (in cui effettivamente non crede) in ideologie ormai morte e sepolte.

La paura che sale come un brivido lungo la schiena è che davvero, alla domanda su quale sia per l’elettore il vero Italian Dream, più della metà risponda “l’assistenzialismo!” Lorenz."


Mi scrivi anche piuttosto bene...

15.1.08

can you feel my heart go boom



sono indeciso se parlare in questi giorni e cercare di trovare un senso a quello che mi succede ogni giorno. ci sono tanti motivi per cui il cuore mi sale in gola e non ci capisco più un cazzo. sarkozy come silvio è il primo. io, che pensavo a un uomo sincero onesto con le palle, anche se non lo avrei mai votato, mi devo rimangiare tutto. poi, fabiano, ex star del grande fratello, ciociaro, lo incriminano per incitazione alla prostituzione. e il cuore mi sale in gola. poi giuliano ferrara fa 2.500 persone al dal verme di milano per parlare di moratoria sulla legge sull'aborto. e il cuore comincia a scoppiare. poi veltroni non dice nulla, mai nulla, mai una posizione sull'ingerenza ormai devastante della chiesa. poi la juve pareggia con il catania. e lì proprio comincio a non capirci più un cazzo.

ma che sensazione è, questa che provo?

come se mi trovassi a un rave e mi fossi impasticcato con decine di pillole di ecstasy. l'emozione è negativa, ansiogena. come quando stai per entrare a fare un esame.
purtroppo non riesco a levare il cd di burial dal lettore in questi giorni, quindi ho dovuto prendere spunto da una frase di uno dei suoi pezzi per spiegare il senso di ansia e disgusto che sto provando in sti giorni, che poi sono anche quelli più tosti dell'anno, per me.
e la soluzione è sempre la stessa: un po' di buona musica.

10.1.08

burial - untrue


Nessuno sa chi sia Burial. Un suono cupo che echeggia nei meandri di Londra. Un battito cardiaco sincopato che segnala delle tracce di vita nel mezzo di un cumulo di macerie. Un angelo oscuro che si aggira nel buio della nightlife inglese. Quello che è certo è che, oltre alla misteriosità del soggetto, Burial è musica che nasce dopo la distruzione di tutto quello che è stato il sound londinese degli ultimi 15 anni. Dub, jungle, ragga, hyper-dub, tutto viene raso al suolo per essere ricostruito come un segnale alieno e minimale in questo Untrue, secondo spettacolare lavoro di Burial. Dopo l’uscita di Dead Cities dei Future Sound of London nell’ormai lontano 1996, Untrue resetta lo stato dell’arte della musica elettronica europea, riconfigurando il mondo rave e superando ogni lavoro precedente. Immagini spettrali, strade buie e suoni potenti che fuoriescono trasformati dai locali più underground di Londra. Echi. Musica che rimane in testa come un rimbombo ovattato, un magma gelido di hyper-dub e jungle, con un cuore caldo come quello che pulsa, come coperto, per tutto il disco. Al rallentatore, ma contemporaneamente alla velocità della luce, la musica ci trasporta in una dimensione parallela, in un tunnel alla fine del quale si intravede una luce. Un disco fondamentale, importantissimo per il futuro dell’elettronica, sicuramente uno dei migliori in assoluto dell’appena terminato 2007.

8.1.08

che ne sarà di virginia? - 8a puntata

è come se le ore di scuola fossero ferme, come se le lancette dell’orologio in classe si muovessero al rallentatore, come se ogni secondo fosse un’ora, come se...il ticchettio dell’orologio trapana la testa di virginia come una goccia che cade torturandola sulla sua tempia. e non smette mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai....

non esiste nessuno intorno a lei. l’immagine è fissa sul volto di elio.

all’improvviso la campanella suona violentemente e la risveglia da quel coma cosciente in cui era finita. deve trovare elio.

intanto trova cristiana.

-cri ti prego....elio...

-vi, ti giuro, ti giuro non so chi sia elio

non ha la forza di contrastare lo scherzo del cazzo, per cui, in silenzio, si allontana. cristiana rimane attonita mentre virginia diventa sempre più piccola.

mangiare non se ne parla, chiamare qualcuno neanche; a casa, in camera, sul letto. voglio morire. svenire sul divano è la cosa più simile alla morte che le può accadere.

dormire? morire? facciamo dormire.

la sabbia di sonno le si polverizza sugli occhi. e di nuovo vede il deserto. ed elio. improvvisamente il buio e un uomo le appaiono davanti. cazzo, ma è pedro il cantante dei finley....virginia ha un attimo di terrore, poi però l’idea che pedro le stia per parlare la fa quasi svenire (ma non sta dormendo?) dall’emozione.

oddio, pedroooooo....

pedro apre la bocca e non canta, parla.

- sento una dipendenza da una strana sostanza...io....non...posso star senza....io non riesco a....capire...quello che mi....succede....sento il cuore che batte....SENTO IL CUORE CHE BATTE...

oddio, ma che ha? cosa mi vuole dire...improvvisamente fiamme alla sue spalle, il suo volto si trasforma lentamente in quello dell’uomo che le parlava dallo specchio....pizzetto....occhi di fiamma...sorriso beffardo....MEFISTOFELE....

- non so come ma da un po’ sento la necessità di sfogare la mia rabbia...indovina come mai....ce l’ho proprio su con te....

ommioddio....mi devo svegliare....mi devo svegliare...ah...

fiatone e di nuovo sveglia. guarda lo specchio. quell’uomo è lì. ride senza far rumore. devo capire qualcosa ci devo capire qualcosa! cosa ho fatto a elio???

(continua)

ps. le parole di pedro sono tratte dai testi di adrenalina e niente da perdere dei finley...

6.1.08

top 10 del 2007




lo fanno tutti. lo fa pitchfork. lo fa blow up. lo fa rumore. io non sono nessuno, ma anche io voglio fare la mia classifica dei dischi dell'anno.


10. m.i.a. - kala

9. mira calix - eyes set against the sun

8. the national - boxer

7. el-p - i'll sleep when you're dead


6. il teatro degli orrori - dell'impero delle tenebre

5. pissed jeans - hope for men

4. grinderman


3. burial - untrue

2. murcof - cosmos


1. vic chesnutt - north star deserter

avrei voluto inserire anche justin timberlake per futuresexlovesound ma è del 2006, e poi i battles per mirrored che va a parimerito con m.i.a.

fiocchi di neve




succede una cosa strana. che scopro in questi giorni. che i fiocchi di neve sono fatti da una marea di piccole o piccolissime strutture cristallizzate identiche a quelle che si vedono disegnate nei libri, o ricostruite in immagini tipo questa.

il freddo e il buio sono la cosa più bella della montagna. la faccia infiammata dal freddo e il caldo delle baite. il male alle gambe. l'idea di dormire alle 5 del pomeriggio, poi bere delle grappe, poi mangiare, poi bere delle altre grappe. ridormire alle 10 di sera. la giacca a vento ricoperta non di fiocchi di neve ma di migliaia di piccoli cristalli strutturalmente perfetti: mai vista una cosa simile. integri e intatti, scendono e si poggiano ovunque.

mentre li guardo cadere e alzo la faccia verso il cielo perchè mi si posino sulla barba, sugli occhiali, sul naso, sulla bocca, penso che quelle piccole particelle d'acqua congelata in ricami meravigliosi assomigliano a quelle immagini colorate che si vedono quando si chiudono forte gli occhi e ti passano davanti, nel nero delle palpebre; un nero che fa paura, ma che quelle forme fanno diventare più sicuro.

mentre gli alberi diventano d'argento, metto i pixies nelle orecchie e mi faccio un'altra discesa.

5.1.08

odio i cani




odio i cani.

odio la pizza.

odio i cavalli.

odio il lirico pop.

odio i mimi.

odio il circo con gli animali.

odio l'epic metal.

odio smallworld.

odio capodanno.

28.12.07

il teatro degli orrori


questa volta si parla di musica seria. e vera.


questi teatro degli orrori nascono dalle ceneri dei grandi one dimensional man, storico gruppo del rock alternativo italiano che con you kill me hanno segnato un passo decisivo.

il tdo, con il suo spettacolare disco dell'impero delle tenebre, cita birthday party, melvins, punk rock adrenalinico, ma soprattutto antonin artaud. sulla loro pagina di myspace spiegano infatti la loro voglia di rifarsi al teatro della crudeltà e prendono a piene mani sostenendo con aa che "lo spettatore che viene da noi saprà di venire a sottoporsi ad una vera e propria operazione, dove non solo è in gioco il suo spirito, ma i suoi sensi e la sua carne. Se non fossimo persuasi di colpirlo il più gravemente possibile, ci riterremmo impari al nostro compito più assoluto. EGLI DEVE ESSERE BEN CONVINTO CHE SIAMO CAPACI DI FARLO GRIDARE".

ci riescono in pieno, a farci gridare. singolare che a salvare in extremis la musica italiana sia proprio il Teatro. musica, rock, adrenalina, politica, romanticismo...grand guignol...Teatro.

per passare una buona fine dell'anno vi regalo il testo e il video del loro pezzo forse più forte e rappresentativo, compagna teresa. urlate. io ho urlato da solo.

Guardami negli occhi e poi
Dimmi:"non mi prenderanno mai"
Dimmi che c'è ancora posto nel tuo cuore
Dimmi dove e quando io ci sarò
Prendimi per mano
Noi cambieremo il mondo come vuoi
Cambieremo vita libera e felice
Dimmi dove e quando io ci sarò
Teresa, rincorrere i sogni ci ha sempre portato fortuna
Teresa, quanto vorrei amarti solitudine

Guardami negli occhi e poi
Dimmi che non mi permetterai
Di lasciarmi andare o di dimenticare
Dillo pure a tutti io ci sarò
Rincorrere i sogni ci ha sempre portato fortuna
Quanto vorrei amarti
solitudine
Compagna Teresa ogni giorno ci porti la vita
Teresa non mi sfotti e corri più forte

Più forte che puoi
parlami Teresa dimmi
dimmi che non è sangue
il sangue che vedo
che ti scorre tra i fumi stringimi le mani noi
noi cambieremo il mondo
lo faremo come
volevi tu
ma quanto sei bella Teresa
lo sai con te muore
ciascuno di noi

Teresa non piangere
Teresa
Rincorrere i sogni ci ha sempre portato fortuna
Teresa

Quanto vorrei amarti
solitudine

Dolce solitudine
solitudine
dolce solitudine



26.12.07

fenomeni musicali



in un periodo di grave crisi dell'industria discografica, due astri della musica internazionale e globale eccellono e uniscono critica e pubblico in un unico grande applauso mondiale.


il primo, di cui trovate il video qui sopra, è spitty cash. nato nel ghetto marchigiano, immigrato di origini rumene, si esprime con la dura lingua della strada, svelando per la prima volta agli occhi del mondo la realtà delle periferie, ma non quelle plastificate di mtv, quelle vere, fatte di povertà e indifferenza. non si può fare altro che inchinarsi di fronte alla poesie che spitty infila in sequenza rappata, rifacendosi alla grande tradizione americana delle origini. un vero gangsta, un uomo duro, segnato dalla vita, che vuole aiutare il ghetto, il suo ghetto, ad alzare la testa, per combattere la realtà dei "bambini puoveri", che "non è bello per loro/ma neanche per me". grande spitty.

dopo la grande musica di impegno, che punta al riscatto e all'integrazione sociale, veniamo al puro intrattenimento, senza scordare le istanze sociali. parliamo del fenomeno straordinario di el chacarron che con maccaron (il video lo trovate qui sotto) punta a strappare il trono di re della musica caraibica e dance a sean paul: con una miscela esplosiva di electro, dance, ragga, chaccaron detta la linea del nuovo trend delle dancehall mondiali. già avvicinato da madonna per collaborare insieme a timbaland agli arrangiamenti del nuovo disco, ogni sua serata è un happening. ciò che più colpisce però è l'utilizzo francamente rivoluzionario della parola e del sound sensuale di un "mmmmm..mmmmm" e poi "ammgmndngmngnmm", che, come un nuovo futurismo, esprime volontà di azione, ottimismo, riscatto sociale.

buona visione di santo stefano.

25.12.07

eastern promises - david cronenberg

bisogna esorcizzare il natale. starne vagamente lontano, sfruttarlo per quello che di buono ci può dare.

quindi, noi, la sera della vigilia, ci siamo andati a vedere eastern promises, il nuovo film di david cronenberg.

prosecuzione naturale del precedente, bellissimo history of violence, di cui era sempre protagonista un ottimo viggo mortensen, dc va alle radici della violenza: confonde il confine tra bene e male, non racconta quasi nulla del passato e della personalità dei suoi personaggi direttamente, lascia intuire, narra senza spiegare.

il corpo tatuato del protagonista racconta storie di dolore e abbandono, fuga e tentativo di riscatto che vengono lasciati all'immaginazione dello spettatore. e non solo per vm, ma anche per gli altri. tutto incorniciato in una vicenda di mafia russa che spiega/non spiega il vento putiniano che viene dall'est, in contrappunto con la storia di violenza tipicamente americana/occidentale del precedente lavoro.

film di genere, noir preciso, dc ne esaspera i contorni specialmente all'inizio, con inquadrature e immagini alla hitchcock, situazioni alla resevoir dogs (il vestiario di vm...)...mentre però the departed di scorsese metteva l'accento di genere sull'aspetto grottesco e violento, rocambolesco e d'azione, dc lascia tutto alla crudezza delle immagini, alla storia scarna ma diretta e...ecco qui che mi viene fuori qualcosa...TAGLIENTE.

sarà per questo che mentre nel film di scorsese tutto era centrato su sparatorie, armi da fuoco e carneficine da guerra "moderna", in questo i morti sono tutti uccisi con armi da taglio, coltelli, scannatori, lamette, e mai uno sparo? come se si volesse lasciare fuori da qui tutta la "spettacolarità" della violenza e raccontarne l'aspetto crudo, da macelleria di uomini, come nella scena del bagno turco in cui, simbolicamente, cultura occidentale (siamo a londra), cultura mediorientale (ci sono di mezzo i curdi), russia e cecenia si scontrano in un "crash" definitivo. un bagno turco che diventa macelleria: tagli, squarci, sgozzamenti, sangue come di animali e non di uomini.

è solo un'ipotesi. e buon natale.


24.12.07

christmas with the yours easter what you want


il natale è bello chiusi in casa. al caldo. a leggere, non fare un cazzo. mentre fuori gruppi di uomini-formica, in fila indiana, si rincorrono per portare qualcuno un pezzo di pandoro, qualcuno un panettone, qualcuno un tacchino, qualcuno una botta di cocaina.

la famiglia. l'obbligo. il dovere di fare dei regali. i regali e poi i regali e poi i i regali.

e poi la famiglia, la famiglia, ancora famiglia.

una prigione. fatemi uscire.

però, ci sono anche aspetti positivi.

1. i regali li fai, ma li ricevi anche. nella marea di quelli odiosi e inutili, ce ne sono almeno un paio che valgono la pena.

2. si dorme. si è in vacanza. soprattutto barricati in casa.

3. teoricamente si dovrebbe anche mangiare, in un tour de force di pranzi e cene. spesso si mangia bene, anche se il prezzo da pagare (giornata con parenti) è spesso molto alto.

4. se guardi bene nel cesso, può arrivare mr. hanky, la cacca di natale.

quindi il natale serve anche a soddisfare alcuni bisogni primari.

in un bilancio generale, soppesando tutti gli elementi, forse il risultato è leggermente positivo. se non fosse che poi arriva l'altra, enorme, gigantesca, rottura di palle. il capodanno.

natale con i tuoi, pasqua con chi vuoi.

13.12.07

il pre-matrimonio dell'anno



si avvicina sabato e fervono i preparativi degli sposi.


per quanto mi riguarda, mi sto impegnando insieme ad altri amici per rendere domani, giorno prima del matrimonio, un giorno indimenticabile:

- edo si occupa di fottuto crystal e coca

- alle moldave ci pensa dado

- io porto 4 asiatiche

- lorenz ha raccattato delle armi russe da infilare nei pantaloni della tuta bianchi


- peccato che non c'è milanaus, c'era un suo amico con gli elicotteri da guerra


ho affittato il roof dell'es hotel, piscina al chiuso, si può entrare solo vestiti di bianco. brandon si è occupato delle limu bianche che porteranno le persone dall'aeroporto all'es.

gioielli e fibie d&g devono piovere.

al matrimonio sabato ci vado in frac di pelle azzurra.

12.12.07

tir revolutions


il mondo sta per finire.

il mondo finirà quando il petrolio sarà finito.


il petrolio muove le nostre vite e scatena le guerre.

in questi giorni stiamo vivendo in un futuro possibile in cui il petrolio avrà esaurito le sue scorte e non avremo alcuna alternativa.

il cibo non arriva nei mercati, gli aerei non volano, le autostrade sono bloccate, non c'è traffico perchè è finita la benzina.

come in un libro di lansdale, diventeremo una comunità primitiva, dedita all'autoconsumo. si formeranno delle micro-comunità che si dedicheranno alla caccia, alla pesca, all'agricolutura. tutto sarà resettato e riportato a ground zero.

questo è quello che sta accadendo con la rivoluzione dei tir. un viaggio in avanti nel tempo. o indietro. manco mad max...

moriremo tuttiiiiiiiiiiiiiiiiii

9.12.07

paranoid park - gus van sant




l'indagine sul mondo degli adolescenti di gus van sant è raffinata e profonda. dopo la cosiddetta trilogia della morte, gerry, elephant e last days, approdiamo a questo paranoid park.


l'estetica di gvs è ormai precisa e riconoscibile: montaggio a-temporale, fotografia nitida, piani sequenza lunga, uso del ralenti...e mi piace molto.

se gerry era una straordinaria metafora beckettiana con i bravissimi matt damon e casey affleck, elephant era la trasposizione di quella metafora all'interno del mondo reale e non sospeso, almeno apparentemente, il mondo di columbine e dei ragazzi di quella scuola che imbracciarono le armi per uccidere i loro coetanei; infine last days, dove si usa il pretesto degli ultimi giorni di kurt cobain per parlare, ancora, di vuoto, di nulla, di droga.

paranoid park
è coerente con la trilogia. si prende un sottogruppo culturale che negli usa è l'equivalente del plazaro, cioè lo skateboarder, e si ricerca quali siano i movimenti di un ragazzino incerto nei suoi rapporti con il mondo, con la famiglia, con le ragazze, con gli amici. insicurezza, paura.

molti simboli, come al solito. un padre probabilmente figlio della contestazione, una fidanzata carina e superficiale, una madre assente. l'uso della musica di nino rota mi ha stupito. da giulietta degli spiriti, soprattutto. fellini.

ci ho pensato e azzardo un'ipotesi. che paranoid park, cioè questo luogo reale e surreale dove si incontrano gli skaters, il non-luogo/punto di incontro di una generazione sia una specie di luna park in stile felliniano, un luogo di freak che cercano di sopravvivere a un mondo troppo difficile per loro? e lo fanno utilizzando sogno e fantasia. come i clown di fellini, sospesi tra realtà onirica e realtà materiale, gli skaters saltellano di qua e di là con le tavole, una piccola comunità slegata dalla società che li circonda.

isolamento e quindi annullamento delle relazioni con l'esterno, e quindi distacco dalla società e dai suoi valori? non so.

film bello e difficile, come sempre, se non per quella solita posizione (gay) per cui c'è l'equazione "le donne belle sono superficiali e stronze, quelle brutte e un po' lesbiche sono intelligenti e colte..."

4.12.07

azouz


azouz è un soggetto geniale. ha sfruttato la strage di cui è stato vittima per fare i soldi, scopare, firmare autografi, pippare e spacciare, ancora scopare e fare amicizia con gli ormai imprescindibili lele mora e corona.

qualcuno dice, un po' banalmente, che ormai per diventare famosi bisogna essere noti e non capaci di fare qualcosa. è la solita manfrina di quelli del grande fratello & c. è il tema preferito di buona domenica, dei giornali di gossip.


e fin qui.


ma una puntata di mentana su azouz? e lele mora? e corona? è meglio di una puntata di vespa intitolata "sesso perverso e droga"? con antonella clerici e lo psicologo bello e brizzolato che non mi ricordo come si chiama?? certo la puntata comica di dibattito tra corona e di pietro è entrata nella storia della tv. ma è altra roba.


sono il primo a essere interessato alla nuova materia preferita, "sociologia delle nuove generazioni".

me ne frega dei fiumi di cocaina che girano in italia (da dove sbucano?), me ne frega del motivo per cui perugia diventa ibiza e poi luogo di sesso e morte, me ne frega di capire quale dinamica perversa si instaura tra i ragazzini per cui si ritrovano in situazioni sempre più estreme...si tratta, insieme alla politica degenerata negli ultimi 20 anni, del tema fondamentale su cui si basano le nostre vite. ne vogliamo parlare seriamente? (mi piace che scrivo come se qualcuno mi leggesse...)

ma di azouz marzouk chi cazzo se ne frega?

3.12.07

sigur ros - heima


per parlare dei sigur ros voglio prima di tutto scomodare i pink floyd. sembra assurdo, però vedete un po' il dvd heima, il pezzo di chiusura del concerto di reykjavk e poi ne riparliamo. oppure vedete dove sono andati a suonare in islanda, sempre nel dvd, e capirete che non sono troppo lontani dall'idea del concerto in piazza san marco a venezia; o meglio, forse i sigur ros sono andati più vicini al sogno dei pink floyd di suonare sulla luna, visto dove hanno suonato in questo tour islandese.

andiamo con ordine.

i sigur ros sono uno dei gruppi più straordinari degli ultimi anni. insieme a radiohead e pochi altri hanno ridisegnato il rock mondiale entrando con forza nei meccanismi delle major, ma piegandoli al loro stile. l'intensità della musica è certe volte più forte di tutto. qualche perplessità sulla "monotonia" della musica? superata grazie all'incredibile impatto emotivo di quasi tutti i loro pezzi.

comunque. nel 2005 e 2006 i sigur ros fanno un tour mondiale per il loro lavoro takk. al termine, nell'estate del 2006, decidono di festeggiare il loro incredibile successo con un tour gratuito in islanda. e di riprenderlo tutto.

alcune cosa pazzesche: un tour in islanda?? gli islandesi, compresi loro 4, sono in tutto circa 350.000, di cui 300.000 stanno a rejkiavik. e allora?? questi pazzi sono andati a suonare nei paeselli con 30 persone, nelle ex fabbriche del pesce, in mezzo alla natura lunare del loro paese, nelle scuole e nelle palestre.

il dvd, heima, è in realtà costituito da 2 dvd: il primo è un film documentario sul tour, commovente; il secondo è una raccolta dei pezzi suonati live nei vari luoghi islandesi.

nel primo dvd in particolare, ho pianto. è un omaggio all'islanda e ai suoi abitanti, un gruppo, una comunità di alieni che sta in un altro mondo. alcune immagini che mi sono rimaste impresse: le famiglie ai loro concerti, famiglie voglio dire nonni, genitori, bambini, ragazzi; il concerto in una casetta dove ci saranno state 60 persone, sempre nonni, genitori, bambini, ragazzi, che si incontrano per la merenda, con le tazze per il tè e il caffè, e mentre questi festeggiano un momento insieme, comunitario, i sigur ros suonano....e poi, la nebbia e l'atmosfera surreale di alcuni luoghi dove suonano tipo woodstock, con la gente, poca, che beve birra seduta sul prato e si scalda intorno a un fuoco...e poi, il concerto senza amplificazione alcuna fatto in cima a un monte per protestare insieme a una decina di altri contro la costruzione di una diga...e poi, la familiarità e la semplicità di ogni gesto, quasi troppa, quasi mulino bianco certe volte...e poi, le immagini e i suoni da concerto dei pink floyd a reykjavik...

insomma, strabiliante, bellissimo, commovente, troppo fico. sono dei grandi. sono un fan.

non perdetevelo sto dvd. insieme è anche uscito il disco che non ho ascoltato ma sarà bello, sicuro.

1.12.07

fabri fibra

voglio parlare dell'immagine di fabri fibra e poi anche del nuovo disco bugiardo.

intanto chi è fabri fibra. è un ragazzo di 31 anni che da due anni vende più dischi di vasco rossi facendo un rap violento, duro, provocatorio, contradditorio, populista. una specie di eminem alla marchigiana, così almeno è stato definito.

contestato per le rime politically incorrect contro omosessuali e donne, ha raggiunto una fama nazionale alla velocità della luce e l'uscita del suo disco è una specie di avvenimento.

perchè tutto ciò? e soprattutto, fabri fibra ci è o ci fa per fare i soldi, cavalcando l'onda del nichilismo giovanile di cui non si fa altro che parlare?

fibra parla di cronaca, di veline, di briatore e la gregoraci, di cocaina e di soldi, di sanremo e di suicidio, di montecarlo e di icone contemporanee e lo fa parlando poi in fondo di se stesso. e il problema sta proprio lì: il fatto che venda centinaia di migliaia di copie cosa rappresenta?

la guerra iconoclasta ed eccessiva contro il mondo diventa una guerra contro di sè e contro quello che lui stesso rappresenta, cioè quelle centinaia di migliaia di ragazzi che lo ascoltano facendosi di cocaina e sballandosi.

moralismo? cinica legge del mercato per vendere copie? secondo me nessuno dei due, secondo me è paura. dalle interviste che ho letto e visto sembra essere un ragazzo spaventato, ma con idee molto chiara. con tutte le differenze del caso, sembra l'equivalente all'italiana e musicale de l'odio di kassovitz.

detto questo, bugiardo è un disco violento, aggressivo, musicalmente interessante grazie a basi underground e testi, come ho detto, molto forti, già a partire dai titoli (cento modi per morire, non sento più niente...). un disco dove si respira morte e vuoto. sentimenti che sentono i ragazzi della nuova generazione?

in italia/sei nato e morto qua/dove fuggi? dice uno dei testi.

un disco che è un mantra funerario di una generazione. l'accusa è pesante, ma fibra distrugge, secondo me, per suonare campanelli di allarme, non è in grado di costruire. è solo un ragazzo.