28.4.08

sebastien tellier - sexuality


Lo hanno definito “porno-soul”...ed effettivamente gli stacchi electro-soul di Sebastien Tellier rendono esplicito lo stesso titolo del suo nuovo lavoro, Sexuality, già esplicito di per sè: si sente forte la carica afrodisiaco-erotica di questo sound, neo-pop-soul. Il francese raccoglie in qualche modo un’eredità che arriva da Serge Gainsbourg, la immerge in un rimasuglio pop quasi anni 80 e si infila nella direttrice che si avvicina ai connazionali Daft Punk, con meno ispirazione dance e più carica cantautoriale. Ne esce una miscela sexy, ammiccante, orgasmica e quasi danzereccia, molto legata a un suono synth-pop vecchio stile, che regala un emozionante climax emotivo. Come in un approccio amoroso, si parte dai preliminari, con tastiere electro-pop accattivanti, per poi procedere sempre più verso la sintesi musicale di un rapporto sessuale tra uomo e donna, insieme a un eccitante brivido amoroso. Le tastiere guidano il ritmo dello chansonnier francese e ci portano per mano in un mondo di sospiri, gemiti, voci sussurate. Un Marvin Gaye con un tocco da francese contemporaneo. Un Barry White bianco, senza la profondità della voce e con una pulsazione incandescente tutta europea. Un disco di soul europeo, da mettere nel lettore in una serata a due, quando, lontano, arriva il tramonto, e i corpi di un uomo e una donna si fondono nella musica del rapporto. Dedicato a tutte le donne del mondo.

il video è di sexual sportswear.

portishead - third

Mamma mia ritornano i Portishead! Quando l’ho scoperto, mi sono spaventato da morire. Spesso queste rentrèes sono tristi, ripetitive, manieriste. Mai avrei voluto ascoltare un nuovo lavoro dei Portishead invecchiati e rimasti legati a un’idea musicale di 10 anni fa. Chi può dimenticare cosa rappresentò Dummy nel 1994? Quel mix incadescente di jazz, hip-hop, dub, che poi venne battezzato frettolosamente trip-hop, senza considerare che si trattava di ben più che un movimento temporaneo; ma era una linea musicale nuova, che avrebbe influenzato la musica inglese e non, a partire dai Massive Attack, passando per Tricky; e che affonda le radici in musiche cinematografiche portandoci fuori dallo spazio definibile. Third è il nuovo lavoro. Non è questo un disco che rivoluziona il futuro della musica, ma è complesso e inaspettato da musicisti come i Portishead. Rimane l’elemento downtempo, che caratterizza la ritmica, fondamento del disco, e la spettrale voce di Beth Gibbons, unico vero legame con Dummy e il passato. Per il resto, Third spazia in mille universi paralleli. Rimane la cupezza di fondo dei suoni che sono però vari, poco prevedibili e “suonati” con tanto di chitarre. Spiazzano, i Portishead. Saltano tra i generi, dal folk all’industrial dark, mescolano, sperimentano, guidati dalla Gibbons, che cuce come una raffinata sarta i vari tessuti musicali. Un grande e piacevole ritorno.

il video è di machine gun.

26.4.08

il 25 aprile

...è passato.

come nel 2001, anche questo ha un significato particolare.

alemanno rischia di essere il nuovo sindaco di roma, e per quanto io odi "er piacione" rutelli, non posso permettere che un fascista, con croce celtica al petto, incarcerato per molotov lanciate contro l'ambasciata sovietica, per aver menato a manganellate degli studenti, prenda possesso della città, dopo avere annunciato di voler costruire uno stadio nuovo per la lazio .

berlusconi riciccia fuori i ragazzi di salò. il clima è, di nuovo, da sudamerica.

ieri è stata una giornata importante: a torino il v2-day ha visto 120.000 presenze. ancora una volta dico: possibile che l'unico a parlare un linguaggio veramente nuovo sia un comico, un attore?

eppure è proprio così. cose nuove, una lingua nuova, un pensiero nuovo. nuovo per l'italia, contemporaneo per l'europa. con tutti i difetti che ha l'europa.

resistenza, sempre. anti-fascismo, sempre. ma innovazione. pensare al futuro, radicando le idee nel passato.

ma noi abbiamo gasparri. e riotta.

lo so, è un post grillino. ma che ci devo fare? ora torno a parlare di musica.

22.4.08

il post numero 200

questo è il post 201.

quasi non ci credo che ho scritto 200 post. come se fossero 200 pagine di roba, sai che coglioni a leggersela tutta...pensavo che dopo un po' mi sarei rotto le palle, e invece, continuo imperterrito a scrivere per lo più cazzate. oh, mi diverto.

qualcuno dice che i blog sono da egocentrici, da narcisisti, sono roba autoreferenziale. secondo me è vero, ma è solo parte della verità complessiva.

cerco di giustificarmi.

sicuramente io metto una bella dose di quella roba: parlo di me, molto spesso; delle mie impressioni sulle cose.

ma quello che mi piace di più, oltre a soddisfare la mia esigenza di esposizione egocentrica, è che un gruppo di amici mi legga. soprattutto quelli che non vedo mai, per motivi di vario genere. e mi fa piacere che commentino. magari non postano, ma mi scrivono mail, a volte mi chiamano.

mi piace che si crei una micro-comunità di persone che chiaccherano da lontano.

poi mi faccio anche le pippe mentali, per carità. ma che male c'é? che male c'è se dico la mia su silvio e uolter, o sul grande fratello, o su un film o uno spettacolo che ho visto?

vabbè. sto mese, aprile 2008, ci avviciniamo alle 1.000 visite ricevute sul blog, un record! mi diverte da morire sta cosa. oltre 300 visite in più rispetto allo scorso mese, oltre 200 visitatori unici assoluti in più!

sono piccole soddisfazioni. sono piccole seghe egocentriche. perdonatemi.

20.4.08

speed the plow - con kevin spacey e jeff goldblum

a londra ci sono 5 gradi, ma sembra che solo io me ne accorga. sono bardato come totò che arriva a milano, colbacco compreso.
gli inglesi, ma soprattutto le inglesi se ne fottono: anzi, fa un bel calduccio, perchè non cominciare a mettersi le maniche corte e la minigonna? risultato: questi pazzi vanno in giro senza calze, scosciate, con canottierine estive, magliettine trasparenti e giacchette inesistenti. ci sono 5 gradi, davvero. fa un freddo cane. e, indovina un po'?, piove.

nonostante le condizioni atmosferiche per me quasi proibitive, abbiamo deciso di spararci la fila per i return tickets per speed-the-plow, commedia di mamet, interpretata all'old vic da kevin spacey e jeff goldblum. ks è anche il direttore artistico dell'old vic.

i return tickets sono i biglietti di quelli che rinunciano allo spettacolo. le possibilità sono minime dato che è sabato sera, lo spettacolo è stra-esaurito ed è la penultima settimana di rappresentazioni. siamo determinati.

cosa significhi speed-the-plow esattamente non lo so. e non lo ho scoperto. o capito. letteralmente vuol dire "velocizzare l'aratro"...ma non credo sia la traduzione esatta. è anche una forma di "in bocca al lupo" usata dai contadini inglesi o americani...

2 ore di cazzo di coda, con un freddo da montagna, ma finalmente abbiamo i biglietti in mano, anche buoni. anche a broadway, per spamalot e the producers andò così. e faceva sempre un cazzo di freddo. il freddo porta bene.

sono contentissimo, le guance sono irritate dal freddo, mi pare di aver sciato tutto il giorno.

ks ha in mano l'old vic da un anno o poco più. ha prodotto cose molto belle, tra cui la versione teatrale di tutto su mia madre di almodovar. è previsto per il prossimo anno un amleto con jude law e la regia di kenneth branagh. questo è il primo spettacolo in cui lui recita dentro. e si tratta di un testo non rappresentato dal 1988. vent'anni.

jg è la mosca. mamma mia quel film mi fece un'impressione allucinante. anche ieri sera, mentre lo guardavo recitare in maniera così brillante e ritmata, mi aspettavo che gli cascasse il naso o un orecchio. minchia.

entriamo, e il teatro non è grande. mi consolo, perchè le poltrone sono scomode e i cessi fanno schifo, come in italia.

come al solito, non racconto la trama.

quello che vi posso dire è che è stata un'esperienza.

ks e jg sono due mattatori. ks è un mostro di bravura. grande sintonia tra i due, anche la parte femminile carina. il testo non è dei migliori di mamet, ma i due sono giganti. glengarry glenn ross è meglio, per capirci. comunque buono.

un'ora e mezza passa in una volata. il ritmo è forsennato. la recitazione così diversa da quella europea. così esteriore, così carica, quasi troppo gigioneggiante. ma mai fastidiosa. bravi bravi bravi. soprattutto ks tira fuori un'energia violentissima.

e vedere due attori così, due specie di miti hollywoodiani, fa quasi paura. avevo qualche pregiudizio, pensavo non avessero idea di cosa fosse un palcosenico. avevo visto christian slater in un adattamento di qualcuno volò sul nido del cuculo, ed ero rimasto molto deluso. questi il palcoscenico se lo mangiano.
tutto fuori, niente sottotesti, personaggi chiarissimi e ben delineati.

due buttafuori teatrali impediscono che si scattino foto alle due star, anche durante la standing ovation finale (oh, ma sti anglo-americani fanno sempre standing ovation).

2 ore al gelo, ma ne è valsa la pena. bella serata.

18.4.08

parigi-torino-londra

è un periodo così, di viaggio.

scrivo questo post da una londra piovosa e fredda, gotica e lugubre come non me la ricordavo. from hell.

la settimana scorsa mentre camminavo per parigi pensavo che le due città in fondo si somigliano. ed effettivamente è abbastanza così. con delle differenze sostanziali, naturalmente.

londra è più nordica. parigi più "europea". londra subisce l'influenza di stare su un'isola: i londinesi, gli inglesi, sembrano un po' matti. quando mi guardo in giro, osservo i loro visi, mi viene in mente highlander. mi vengono in mente i barbari medievali. mi vengono in mente baccanali orgiastici, e robin hood. l'immigrazione ha fatto diventare londra una città multiculturale, sufficientemente integrata. ma quell'atmosfera dark, ottocentesca, industriale, da jack lo squartatore la mantiene.

parigi è fighetta. leccata. chic. londra è trendy. ma sotto ha un cuore marcio.

parigi è pulita, e ci sono gli insopportabili parigini. anche se, la breve passeggiata che ho fatto la settimana scorsa mi ha rivelato finalmente un pizzico di banlieu. prima non avevo mai visto questo aspetto. l'unica cosa che era evidente, vagando per la rive gauche, era che un gruppo di fighetti alla the dreamers di bertolucci avevano fatto il '68. ora, si moltiplicano gli immigrati a vista d'occhio, e la città mostra un nuovo, reale sottoproletariato urbano. scoppiano le periferie, e si sente. le vetrine chic sono quasi ormai meno evidenti dei kebabbari. il marcio che trasuda londra a parigi non lo sento. a parigi c'è forse una nuova lotta di classe. a londra un lato oscuro, che mi affascina.

a londra, i baccanali medievali si trasformano nel night-clubbing. ascoltate burial mentre siete qui, e sbroccate.

a parigi parlano una lingua insopportabile. non mi piace il francese! adoro l'accento sguaiato inglese, di londra.

in tutto ciò ci infilo torino. fighetta come parigi, ma dark come londra. una città magica come londra, una città con mille contraddizioni e una nuova lotta di classe come parigi. una città di frontiera, provinciale, come non è nè londra nè parigi. una città con un cuore marcio che pulsa per la confluenza di tre fiumi. una città piena di verde e sole in primavera, quando il valentino sprigiona quel profumo di erba tenera ovunque. contraddizioni e persone che rendono torino una città geniale.

l'unica altra città dove potrei vivere in italia è torino.

ma forse è venuto il tempo di metter in atto quello che dico da 10 anni e non ho mai fatto: andarsene, almeno per un po'.

16.4.08

la breve favolosa vita di oscar wao - junot diaz

prendi garcia marquez oppure vargas llosa, aggiungi un po' di tolkien, spolveri con dc comics e dungeons&dragons, mescoli tutto con ugly betty e ottieni questo libro di junot diaz, vincitore del premio pulitzer 2008 per la letteratura.

scrittura adrenalinica, melodramma, dialoghi da fumetto, atmosfere da telenovela caraibica, impegno civile anti-dittatoriale, saga familiare; tutto insieme per un romanzo originalissimo, divertente e commovente. si piange di brutto. e si ride di brutto.

la lingua anglo-ispanica da dominicano emigrato negli stati uniti ne fa un libro che, un po' come giochi sacri di vikram chandra, è la rappresentazione di un mondo che si integra e si ghettizza allo stesso tempo.

se in giochi sacri c'era il giallo, l'hard-boiled, bollywood, john woo insieme a un tocco di induismo noir, qui c'è una sorta di fantasy antilliano (come si dice nel libro,"cosa c'è di più fantasy di vivere alle antille?"), un gioco di ruolo con almodovar in versione etero come dungeon master, la rivincita dei nerd in salsa ispanico-caraibica.

junot diaz è un dominicano trapiantato in new jersey come il protagonista. e come il protagonista è cresciuto, come tutti quelli nati nei primi 70, con star trek, marvel e un botto di tolkien.

è un libro particolarissimo, senza fiato, da leggere in una notte. bellissimo. commovente.


15.4.08

ground zero

ground zero. questa è la prima immagine che mi viene in mente pensando alle elezioni politiche 2008, ovvero l'assasinio dell'italia, e la consegna del paese di nuovo in mano a silvio berlusconi, per l'ennesima volta, come se le precedenti esperienze non fossero state sufficienti per mostrare quello che l'uomo sa fare. ce lo meritiamo, come alberto sordi. siamo un paese di destra, populista, cattolico in apparenza, fascista in apparenza, fondamentalmente democristiano.
molti sono gli spunti di riflessione, ed elaborare una sconfitta così pesante, anche se non del tutto inaspettata, sarà dura. trovare le motivazioni per rimanere in italia, sarà ancora più dura.

l'affluenza alle urne. sembrava che ci dovesse essere un calo allarmante dell'affluenza. un fisiologico 3% dopo solo 2 anni dalle ultime votazioni non è invece affatto drammatico. la cosa drammatica è che quel 3% è incuneato in quel lieve crepaccio tra il pd e la sa. un 3% di non votanti di sinistra che hanno pesato non poco in quello che è stato lo tsunami che ha spazzato via la sinistra in italia.

il fallimento di veltroni. veltroni fallisce, ed è evidente. voleva sfondare al centro ma non ce l'ha fatta. ha preso in lista uomini tipo colaninno e calearo per andare a pescare in un' ipotesi di partito riformista che fallisce miseramente. tutti sapevano che avrebbe perso, nonostante le sue dichiarazioni ottimiste di straordinaria rimonta. ma perdere con 9 punti di distacco significa avere sbagliato. il pd, dunque, non conquista neanche un voto al centro, ne conquista molti a sinistra. il pd ha il "merito", per chi ce lo vede, di avere definitivamente fatto fuori la sinistra di alternativa in italia (anticipiamo un problema: quale alternativa ha proposto la sa??). il giochetto del voto utile ha funzionato a sinistra, per nulla al centro. veltroni ha, secondo me consapevolmente, dato l'italia in mano a berlusconi. sapeva che avrebbe perso, sapeva che avrebbe distrutto la sinistra, ha fatto il lavoro sporco e ora si aspetterà qualcosa in cambio da sb. vedremo cosa sarà.

la distruzione della sinistra e la gloria della lega. due facce della stessa medaglia, diceva stanotte bertinotti. sono perfettamente d'accordo. anche qui, si sapeva che sa non avrebbe fatto un grande risultato, ma la scomparsa della sinistra pura dal parlamento non se l'aspettava nessuno. io penso che non sia un bene. anche se penso che di errori ne sono stati fatti tantissimi. il primo, essere stati nel governo prodi senza ottenere nulla. essersi venduti per una presidenza della camera. parlare un linguaggio vecchio su tutti i temi, in particolare su quello del mondo del lavoro. allontanarsi dalla base sociale in cui era radicata la sinistra. e in quella base va a stravincere la lega, che è la vera protagonista di queste elezioni. prende i lavoratori del nord. prende spazi impressionanti ovunque, il 22% in lombardia. il 7% in emilia romagna, contro il 3% della sa. impressionante anche in aree non tradizionalmente vicine alla lega. perchè? io questo, bene bene, non lo so. voto di protesta? non solo. voto per la novità? e quale novità? il federalismo fiscale? può essere. sta di fatto che le periferie, i lavoratori, i piccolo-medio borghesi, al nord, plebiscitariamente, hanno scelto il partito di bossi. da capire. quello che è certo è che la sinistra extraparlamentare, come negli anni 70, dovrà riflettere profondamente sul suo futuro, e sul linguaggio che parla ai lavoratori, ai giovani...io non ho ricette, ma il linguaggio attuale è fuori dal tempo.

berlusconi e fini. il pdl dunque di nuovo in maggioranza. ma a guardare bene: il pdl prende solo il 2/3% in più della somma dei due partiti del 2006. la differenza quella vera, la fa la lega, con un 10% a livello nazionale che fa spavento. vedremo cosa succederà.

il futuro. berlusconi premier, letta vicepremier, fini presidente della camera, frattini agli esteri, tremonti all'economia, sgarbi alla cultura...ecco il nostro futuro. per chi sta all'estero da ormai molto tempo non sarà facile capire. non si tratta di alternanza. l'impresentabile governo prodi ha fatto il danno, quindi tocca alla destra. purtroppo non è solo questo. sono le persone con cui, chi lavora e vive in italia, dovrà avere a che fare. l'atmosfera da paese sudamericano. l'atteggiamento arrogante (non che i pdiini non ce l'abbiano, ma ammettiamolo, è un po' meglio). per non parlare della politica che faranno e che ci riporterà sul baratro.

propongo l'immagine della neo-ministra della difesa spagnola, carmen chacon, 37 anni, incinta, come quella che sintetizza tutto quello che vorrei vedere in un paese moderno, civile, progressista. e invece ci tocca scajola insieme a martino.

questa volta, e ora seriamente, tocca pensare all'emigrazione. spagna, svizzera, olanda, germania? tutto è meglio di questa fogna.

14.4.08

svizzera


La Svizzera (in tedesco Schweiz, in francese Suisse, in romancio Svizra) è uno Stato dell'Europa centrale.

Confina a nord con la Germania per 345,7 km, a est con il Liechtenstein per 41,1 km e l'Austria per 165,1 km, a sud con l'Italia per 734,2 km e a ovest con la Francia per 571,8 km. La lunghezza totale dei confini nazionali è quindi di 1857,9 km.

Il suo nome ufficiale è Confederazione Svizzera (in tedesco Schweizerische Eidgenossenschaft, in francese Confédération suisse, in romancio Confederaziun svizra; in latino Confœderatio Helvetica, da cui la sigla CH). La capitale federale è Berna, che è anche capitale dell'omonimo cantone.

SALUTI A TUTTI. io parto.

harry potter e i doni della morte

non scrivo quasi mai di libri.

è perchè leggo un decimo di quello che leggevo qualche anno fa.

non leggo perchè lavoro. e il lavoro non si concilia con la lettura.

mi ero abituato a leggere la saga di harry potter a natale. questa volta no.

ma chissenefotte di ste premesse.

mi sono letto sto nuovo harry potter, e per una volta volevo parlare di libri.

capisco che parlare di libri parlando di harry potter è come parlare di zelig per parlare di comicità intelligente; però mi va.

e alla fine il libro non è male.

impossibile leggerlo senza conoscere almeno i due libri precedenti. in particolare, il principe mezzosangue. ho dovuto andare a riprendermelo pure io, perchè, effettivamente, è di quei libri che leggi e poi ti scordi immediatamente. mi sono appoggiato a wikipedia e ho ricostruito cosa minchia era successo prima.

una volta entrati nel meccanismo, però, il libro non è male, ha due o tre colpi di scena divertenti. finisce in modo intelligente e, soprattutto, diventa sempre più epico. la battaglia tra i mangiamorte e l'ordine della fenice diventa uno scontro alla signore degli anelli, senza raggiungere le vette della letteratura di tolkien mai, neanche per un istante. ma di certo la rowling, già prese le distanze da tempo dalla letteratura per bambini, tenta il salto di qualità. non le riesce fino in fondo, ma ci prova.

il maghetto non è simpatico per niente. è un personaggio abbastanza fastidioso: jkr tenta di farlo essere eroe, o antieroe, ne fa un personaggetto sfigato, antipatico, saccente...il bello non è lui. il bello è tutto il resto, tutta la fantasia di un mondo che nasce da una visione immaginifica dell'autrice.

è innegabile che il mondo di maghi, streghe, incantesimi, foreste incantate, giganti, draghi sia affascinante e divertente. a parte per chi odia i maghi e il fantasy.

e poi, i doni della morte mi pare un titolo così contemporaneo per l'italia...

6.4.08

meno male che silvio c'è - parte 2a


intervista al tizio che ha scritto la canzone.

silvio con accanto un bambino down.

che paura.

5.4.08

io amo tiziano


uno dei più grandi cantautori italiani.

nato dal karaoke di fiorello.

pesava 111 kg. poi si è risucchiato.

ha reinventato il pop italiano.

le sue canzoni sono genrazionali e inquadrano perfettamente l'epoca in cui viviamo.

viva tiziano.

e viva i gialappi.

2.4.08

non ci sono più le mezze stagioni


i luoghi comuni distruggono la mente dell'uomo.

tranne che quando li dice il trio.

scordate quella trasmissione patetica che è stata in tv fino a qualche giorno fa, e godetevi il trio, quello vero.

cult.

la trilogia della villeggiatura - regia toni servillo


qualche tempo fa, in un commento a un mio post su ronconi, qualcuno mi chiedeva che tipo di teatro mi piacesse vedere.

ecco, la trilogia della villeggiatura è un tipo di teatro che mi piace vedere.

questo spettacolo è una lezione su come fare il teatro "di tradizione" in modo contemporaneo. d'altronde, la stessa lezione servillo la aveva data con sabato, domenica e lunedì di eduardo, se vogliamo considerare eduardo teatro "di tradizione". e poi anche con marivaux.

qui, ci si scontra però con un testo italiano. di 300 anni fa. il livello di difficoltà per chi interpreta e fa la regia, sale.

la lingua e l'interpretazione sono le due cose più interessanti dello spettacolo. quindi il ritmo e l'allestimento. la recitazione svecchia la lingua. l'interpretazione contemporaneizza gli atteggiamenti dei personaggi.

è uno spettacolo tarato sul comico, quindi si ride, e molto. tutta la compagnia, folta, numerosa (beato il piccolo di milano che ha tutti i soldi del mondo, e chissà adesso con l'expo), funziona come una macchina da guerra. ciascuno ha i suoi momenti.

le donne, che guidano il gioco, sono strepitose, adorabili stronze. gli uomini variano dall'alloccaggine al rincoglionimento...va fatta una menzione per tommaso ragno, che di solito mi piace pochissimo, ma che invece qui copia talmente bene carlo cecchi che funziona alla grande. e una menzione anche va naturalmente all'interpretazione di servillo, il più stronzo cinico di tutti, che con gli occhiali da sole tondi regala l'immagine migliore dello spettacolo.

si, perchè di cinismo borghese parla questo testo. è inutile che mi metta a fare il filologo goldoniano perchè non ne sarei capace. ma questa versione della trilogia rende così vicina a noi quella stronzaggine borghese, quella vita legata a rapporti umani apparenti, che goldoni si avvicina alla contemporaneità di fausto paravidino...(beh, non esageriamo...anche se la brevità comica delle battute di le smanie...e paravidino ne deve mangiare di polvere prima di arrivare a questo livello di drammaturgia). la vita rinchiusa dentro uno schema per cui bisogna sposarsi, bisogna avere quel vestito, bisogna andare in villeggiatura (vacanza) in quel posto è così vicina a noi, raccontata in questo modo, che, dico, magari un autore veramente contemporaneo e italiano sapesse tradurre in drammaturgia teatrale i vizi, le schifezze, i cinismi, le tenerezze anche del ceto borghese del 2000, che esiste ancora, molto forte.
l'amore che cede alle logiche razionali di casta. l'intellettualismo e l'attaccamento al denaro che deprimono ogni slancio emotivo. questo è goldoni. e questo rende servillo. in modo gradevolissimo e profondo.

il cinema italiano, in alcuni casi, rari, riesce a raccontarci questo tipo di storie. il teatro, no. perchè? domanda senza risposta.

uno spettacolo bellissimo.

1.4.08

se a chi dice che non sei normale...

...tu non piangere su quello che non sei...

perchè alla fine...

se il cuore batte forte dà vita a quella morte che vive dentro te...

questa ragazza ha vent'anni. ne dimostra 40.

questa ragazza canta parole senza senso.

canta anche ai matrimoni.

si è rifatta le tette. aveva una seconda abbondante ora ha una terza piena.

si è rifatta anche il naso e gli zigomi.

questa ragazza è l'ennesimo prodotto di un mondo da grande fratello e veline.

è un po' di plastica...

però...

io me la bomberei.

28.3.08

meno male che silvio c'è


per par condicio.

certo, silvio dà un tocco di genio trash che l'altro non ha. il gelataio che apre il video è fenomenale. così come il set di centraliniste da call center...

e poi questo è esilarante e ridicolo.

l'altro è ridicolo e triste, perchè dovrebbe rappresentare...ma che cosa?

ah, devo specificare che non si tratta di video taroccati da gente fanatica di youtube...SI TRATTA DI VIDEO UFFICIALI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE. sia questo che quello del pd.

vaffanculo.

i'm pd

qualcuno mi può spiegare come si possa votare questa gente?

qualcuno mi può spiegare la differenza sostanziale tra l'approccio alla politica di silvio e uolter? forse la forma è diversa, ma la sostanza?

è possibile immaginare qualcosa di peggio di quello che sta accadendo in questo paese?

forza tibet.

27.3.08

il mio amico edino

a volte capita di avere degli amici a cui vuoi molto bene ma che sono malati di mente.

uno di questi casi è edino. ed è anche psicologo. dovrebbe avere un certo equilibrio. invece, è quello che dorme sui materassi tipo rom, quello che usa i calzini come carta igienica, quello che lascia le tazzine di caffè ad appiccicarsi al parquet di casa sua, quello che fuma, unico al mondo, le philip morris gialle, quello che ha tatuata addosso la maglia della juve.

edino è un mio amico. lo voglio bene.

l'ultima sua follia è la seguente: comunico a un gruppo di amici torinesi che sarà a torino per qualche giorno e spero di incontrarli. siccome quasi nessuno vive più lì, per la SECONDA volta nella mia vita, andrò a torino e dormirò in albergo.

edino mi manda il seguente delirio; quelli che non lo conoscono non capiranno tutti i colti riferimenti, vi rimando alla fine del suo delirio per un paio di spiegazioni:

"carisimo frateli i soreli... vostro amico scrive di bruto ritardo e chiede molto che scusa. leggendo il tutto, qualche breve considerazione:
a) ormai siamo dei poveri vecchi che pianificano tutto con in mano l'agenda uaifaizzata col blechberri, mentre ci uappiamo sulla meil dell'ufficio.
b) ci vediamo al villaggio come i senegalesi che tornano a casa.
c) mettiamo tutto in nota spese.

ciò detto, è d'uopo organizzare una manifestazione contro la fascistizzazione plutocrate della cultura espropriata al popolo. caporale, santomauro, lepore e azzolin sono già stati precettati dal mio ufficio per organizzare un sit in di protesta cui seguirà un burn event. gli slogan in via di approvazione:
IL ROMANO PRIMO NEMICO
MACS PUTTANA L'HAI FATTO PER LA GRANA
LA KULTURA NON SI TOKKA
ATM GRATIS

in contempoeranea, le brigate anarco combattenti insurrezionaliste FERROSGAMO e EMPORIO ARMATI assaliranno le istituzioni monagasche di via ansperto in milano, teatro (...), la viancina in toscana, inneggiando alla rivoluzione d'ottobre.

il borghese clericale che dorme in albergo sarà tradotto in una casa del popolo turineis, cso vittorio 78 si offre al pari delle altre.

indulgenza plenaria se il rosso di pelo, di tessera, ma azzurro di occhi e portafoglio porterà lo scalpo di toni, cravero o del mancio;

per dado: hai messo la paglia in garage? stiamo facendo strada eh?

capitolo elezioni: il voto è un dovere civico, lo eserciteremo compatti:
ho solo necessità di confrontarmi con voi sulla bontà della mia scelta, che ricadrà su questa selezione, evinta da attento studio dei Contrassegni Ammessi e presenti in scheda: (per ulteriori dettagli vi invio il link del ministero:

qui

SACRO ROMANO IMPERO LIBERALE CATTOLICO
IO NON VOTO
NUCLEO TREMMISTA NAZIONALE
PANE PACE LAVORO
PARTITO DEL SUD-ALLEANZA MERIDIONALE
NO AI PACS
SOCIALISMO UMANITARIO UNIVERSALE
MOVIMENTO POLITICO MONDO ANZIANI
MOVIMENTO GIOVANI POETI D'AZIONE
PARTITO INTERNETTIANO
NEL NOME DELLA DONNA LISTA STEFANIA ARIOSTO PARTITO DEMOCRATICO DONNE
PARTITO DIPENDENTI PUBBLICI
LISTA NO MONNEZZA IN CAMPANIA
PARTITO IMPOTENTI ESISTENZIALI DR. CIRILLO
ZARLENGA OMNIA
CASINO' CENTRO ITALIA
PARTITO COASIT EU
FORZA DEMOCRATICA "PALADINI D'ITALIA"

è tutto vero ragazzi, questi stanno lavorando per noi....

adsentuma"

caporale, azzolin, lepore e santomauro sono gente del liceo alfieri di torino, gente che occupava la scuola, chi ci credeva, chi lo faceva solo per scopare, più un leggendario bidello. toni è un nostro carissimo amico, ora straordinario medico; cravero è un tizio che frequentavamo al liceo, soprattutto polusse, sparito; mancio era un compagno di classe, sparito.

edino ti voglio strabene.

burocrazia alla romana



per la prima volta voterò (non voterò) a roma.

sono residente a roma da ormai 2 anni e naturalmente la tessera elettorale non mi è mai arrivata.

mi armo di forza e decido che, prima che si avvicini troppo il 13 aprile, devo andarla a ritirare io, al municipio xvi, dove sono residente. la tessera elettorale mi serve per prendere la scheda elettorale e infilarci una bella fetta daa mortadella.

la burocrazia di roma...che meraviglia...siete mai stati all'inps o all'enpals a roma? o negli uffici del comune? o all'inail? kafka e orwell in confronto sono dei bambini di due anni. ingenui. sprovveduti.

cuniculi. neon. scatoloni di cartoni strabordanti carte e cartacce. muffa. storpi al posto dei portieri. scarafaggi e formiche. attese interminabili. rimbalzi da un ufficio all'altro. persone maleducate che con quel fastidioso accento romano, ti danno del tu. code infinite...insomma, l'inferno.

arrivo al municipio xvi. cazzo, è pulito. non c'è tanta gente. però: "eh, no, signore, la tessera elettorale le arriva a casa, oppure la deve ritirare all'EUR". ottimo, dall'altra parte di roma. però almeno la signora delle informazioni è educata, anche se stupida.

comincio a innervosirmi, ma mi muovo verso il viaggio per l'EUR.

piazza marconi è il centro di quella terribile zona fascista con l'architettura razionale e squadrata, bianca, gelida. mi innervosisco. sarà devastante.

parcheggio il motorino. l'"ufficio servizi elettorali" è ben indicato e mi porta dritto al palazzo giusto. ommioddio che succede? entro. l'atrio è ampio, luminoso, verniciato di fresco, c'è un cartello grande che indica gli uffici.

un signore ben vestito mi chiama: "digaaa?" eccoci qua. mi indica il primo ufficio. l'ufficio è ordinato, non c'è fila, è pulito. un signore non mi parla, gli do i miei dati e mi manda al "settore 4". una vecchina, gentilissima, sveglia, alle informazioni, mi spiega dove sia.

mentre salgo le scale, incrocio una che fa le pulizie. una bella donna. mi fa un sorriso e mi dice "buongiorno". ricambio, sbalordito. le scale sono nuove, ben tenute, e sbucano in un terrazzo enorme, con una delicata fontanella in mezzo, una vista sull'EUR che la fa sembrare bella. un cartello grande e visibile indica i settori. entro, non c'è fila. i settori sono molti, quindi la gente si distribuisce. arrivo al mio settore, mi si avvicina un signore brizzolato, ben vestito, affascinante.

"buongiorno, vorrei ritirare la mia tessera elettorale", dico.

"che taa sei perza?", dice. vabbè...

"no, non l'ho mai ricevuta", dico.

"ah, vabbè...me dai un documento?" dice.

glielo do. i settori sono tutti divisi. non ci sono scatole di cartone, ma pratici ed eleganti contenitori di plastica con coperchi gialli. all'interno, chiuse, ci sono in ordine di numero, le tessere elettorali. in un minuto, il signore brizzolato trova la mia, mi fa firmare una carta e mi saluta.

"ciao", dice.

"ciao", rassegnato, dico. rassegnato, ma contento!

oh, ma che cazzo è successo?? sono a roma o a zurigo? beh, zurigo magari no, però mai vista un'efficienza simile, per di più sotto elezioni, con tutti che hanno perso la tessera elettorale...

minchia, non sarà mica merito di veltroni?

(non lo voto lo stesso...)

20.3.08

V2 - DAY

La marcia del V2-Day

inutile commentare. inutile dire nulla sulle elezioni.

potrei già ora dirvi cosa succederà a partire dal 15 aprile. non perchè io sia un veggente o un genio, solo perchè è così evidente che anche un bambino di 2 anni lo capirebbe.

pacatamente.


veltrusconi governerà l'italia, in un marmellatone di merda che come al solito non cambierà nulla. e ancora una volta ci avvicineremo alla crisi argentina.

rutelli vincerà a roma. lombardo in sicilia. cuffaro in senato.

ma questa volta io non sarò complice di questa roba.

the niro - an ordinary man


Davide Combusti è di Roma, ma non sembra. Sembra cresciuto in qualche landa degli Stati Uniti in cui si respira musica folk, country e blues. Chissà se Jeff Buckley sarebbe contento di sentire un giovane cantautore italiano (anche se canta in inglese) che si rifà alla tradizione che parte da un passato remoto che ritorna forte prima con Nick Drake e poi proprio con lui. Secondo me si: se non fosse morto prematuramente, Buckley sarebbe stato orgoglioso di questo ragazzo italiano che, dopo avere assorbito quelle sonorità, le ripropone in una veste da nuovo millennio, forse meno rivoluzionaria di quegli anni ’90 immersi nell’esperienza grunge, ma più contemporanea e pop. Sotto lo pseudonimo di The Niro, Davide Combusti prende una chitarra acustica, la suona con passione, ci mette sopra una voce che, oltre ai già citati Buckley e Drake, non può non evocare alcune atmosfere malinconiche alla Radiohead. Il punto di forza dei pezzi di An Ordinary Man, primo EP del cantautore romano, è quello di essere emotivi e di impatto immediato. Ha guadagnato una certa popolarità fuori dal nostro paese: alcuni concerti a New York, l’apertura di eventi importanti come quello dei Deep Purple. The Niro si posiziona in una neo-wave di pop cantautoriale italiano sviluppata negli ultimi anni che viene da “sottoterra” o da myspace, di cui fa parte anche Moltheni, da non trascurare, anzi da seguire con attenzione. Interessante.

17.3.08

stats

l'ultima volta che ho parlato di contatti del blog e di un minimo di statistiche era l'8 ottobre 2007.

dal 1 ottobre 2007 al 29 febbraio 2008 il blog ha avuto 3.785 visite, 5.937 pagine visualizzate 1.895 visitatori unici assoluti da 37 paesi del mondo diversi.

d'ora in avanti lo dico una volta al mese, così mi regolo...

12.3.08

anna karenina - nekrosius


il secondo post su nekrosius.

uno spettacolo di nekrosius non è MAI brutto.

persino ivanov, fatto qualche anno fa e secondo "esperimento" del regista lituano con attori italiani, non era in fondo male, anche se la compagnia, estranea e nuova alla poetica di una messa in scena così particolare, non entrava a fondo nei meccanismi.
risultato era che lo spettacolo era celibe e non si sapeva bene dove portasse. noioso.


anna karenina ha in buona parte lo stesso cast di ivanov, ed è ora il terzo esperimento con attori italiani.


qualche tempo fa avevo parlato bene del giardino dei ciliegi, messo su con la compagnia lituana: grandi passioni, grandi tragedie, "carne e sangue", come si dice.
ecco, anna karenina assomiglia al giardino dei ciliegi. bello spettacolo.

perchè nekrosius abbia sentito la necessità di "ridurre" (5 ore di spettacolo) il romanzo di tolstoj, non mi è chiaro.

aggiungo che gli attori sono molto meglio integrati nel "sistema" lituano rispetto ad ivanov, mascia musy sembra russa....ma a noi....che ce frega...bello, eh, poetico, belle luci belle immagini. emozioni...


ma chi conosce nekrosius, e ha visto hamletas, oppure otello, oppure macbetas, o anche il giardino dei ciliegi, tutti in lituano, di questo anna karenina può farne tranquillamente a meno.

chi non ha mai visto nulla di nekrosius, invece, voli a vederselo.

10.3.08

dark lady di erba


la strage di erba è ormai spiegata.

i coniugi, fuori come delle biglie, sono innocenti. la confessione, precisa nei dettagli, era stata estorta dagli inquirenti.

la verità è che loro non c'entrano nulla.

la verità è che azouz, idolo delle teenager e marito e padre di due vittime, adepto di lele mora e del falsario corona, ha cercato di violentare rosa bazzi.

preso da un istinto irrefrenabile, non ha resistito e si è buttato addosso alla donna. non era però solo sesso quello che cercava il giovane tunisino. era amore, una storia. insoddisfatto della sua vita, aveva deciso di cambiarla, proprio con rosa bazzi.
e così, geloso di olindo, ha architettato tutto per incastrare i due poveretti.

tutto nasce dunque dall'amore di azouz, che, prima di essere reincarcerato per spaccio, gonfio di coca, il giorno dopo la morte della moglie era in tv e a scopare con qualche velina. proprio lui, non aveva resistito al fascino di rosa bazzi, dark lady di erba, che fa una pippa alla dietrich.

come dargli torto d'altronde? anche io una passatina alla bazzi gliela darei...

9.3.08

non è un paese per vecchi


film complesso, questo.

la cosa più immediata che mi viene da dire è che si tratta di un western, ambientato negli anni 80, in un texas che sembra uscito da un film di guerra tra indiani e cowboys. il deserto degli usa. reale e simbolico.

banditi, sceriffi, killer spietati, inseguimenti, messicani. l'estetica è quella, e i fratelli coen prendono a piene mani, con un'ironia meno splatter di tarantino.

non credo che i coen si siano riferiti tarantino. anzi, probabilmente è esattamente il contrario. i coen sono più sottili, più taglienti e meno diretti.

i simbolismi si sprecano, e non stiamo qui ad analizzarli tutti. è certo che la visione cupa dei registi mostra un pessimismo della ragione senza via d'uscita, in cui destino, morale, buoni vs. cattivi, si confondono senza che si possa distinguere chi sta dalla parte di chi, dove stia il giusto e lo sbagliato, come molta della letteratura romanzesca, saggistica, cinematografica e televisiva americana del post 9/11, a cominciare da spike lee.

lo sceriffo disincantato e vecchio interpretato da un ottimo tommy lee jones mostra la mancanza di speranza nel futuro, senza però mai dimenticare l'ironia grottesca tipica dei coen.

se proprio devo fare un riferimento, lo faccio con fargo, anche se questo è più crudo e cruento.

quindi, western, noir, humor nero, pessimismo, disincanto. cerco di rimettere a posto i pezzi e tutta questa roba è cucinata fondamentalmente da una regia stroardinaria, in cui la tensione è sempre palpabile. i due fratelli riescono a tenere lo spettatore in un continuo stato di nervosismo. aggiungiamoci il thriller.

da ultimo, i generi, la regia sono sostenuti da degli attori incredibili: tlj lo abbiamo già detto, josh brolin, strepitoso. scontato, lo hanno già detto tutti, lo ridico pure io: javier bardem interpreta un ruolo indimenticabile, un killer psicopatico che ossessivamente insegue e uccide non si capisce mai fino in fondo perchè: un'etica completamente ribaltata? follia totale? solitudine? tutto questo insieme. uccide a seconda del caso. fa fuori chiunque lo veda come bestiame. non muore mai. vince sempre. ma davvero vince?

insomma, un film stracolmo di cose.

un po' stordito da tutta sta roba, penso di aver assistito a un film eccezionale. mano a mano si aggiungeranno altre considerazioni...

sweeney todd



tim burton si è dato allo splatter.


niente favole, niente mostrini adorabili, niente di leggero nella storia.


si potrebbe anche dire che lo splatter è ironico. grottesco più che ironico.


ma quel genio di tb che fa? prende una storia senza pietà e ne fa un musical.

un musical splatter e cattivo.
giugulari che si aprono, ossa che si rompono, corpi umani buttati in mucchi come carne da macello, carne umana triturata e mangiata e soprattutto litri e litri di sangue: tutto ciò condito da una musica strepitosa, canzoni bellissime, momenti tristi ed altri allegri...

la cattiveria di johnny depp è estrema, così come la follia di elena bonham carter, unica nota veramente ironica di tutto il film (vedi il suo sogno ad occhi aperti di una vita serena...).

londra diventa la rappresentazione, come spesso accade nella letteratura romantica (e gotica), del male del mondo. a londra si può vivere solo se, senza pietà, ci si mangia l'uno con l'altro, se si vive per la vendetta o per i soldi.

un musical che poteva tranquillamente essere trattato come opera rock/heavy metal, ma che la creatività di tb dimensiona a uno stile di musica popolare ma raffinatissima.

lo stomaco si rivolta in alcuni momenti, le genive si ritirano, gli occhi non vogliono guardare. e il regista ha raggiunto la sua meta.

persepolis



sono un maschilista. l'ho scoperto vedendo persepolis. e detto il giorno dopo la festa della donna...

sono un maschilista perchè ho sempre pensato che i fumetti di marjane satrapi fossero "da donna". a me piacciono i fumetti violenti, con il sangue, un po' da nerd. quindi, pregiudizialmente, non li ho mai letti.

sono andato a vedere il film, e il fronte si è capovolto.


non sono un nerd maschilista, sono un coglione; non che le due cose non coincidano...


il film è animato benissimo, i disegni sono ben fatti, espressivi, interessanti. ma quello che conta è la storia. una storia lieve, triste ma ironica, divertente, dissacrante, che rappresenta, a chi non ne sa quasi nulla, un mondo islamico diverso da quello che noi ci immaginiamo, per lo meno visto con gli occhi di una under 30.

la vita in iran prima e dopo lo scià, la repressione religiosa, la fuga e il ritorno e poi di nuovo la fuga. non stupisce che il regime abbia censurato alcune parti, perchè, con leggerezza, mp colpisce al cuore alcune delle assurdità del'iran contemporaneo, e anche del resto del mondo arabo-islamico.

per non parlare del momento in cui mp (la storia è la sua storia personale, vera), a vienna, scopre le realtà alternative europee: forse il momento più divertente.

perchè oltre a prendere in giro il suo paese, mp colpisce anche alcuni luoghi comuni europei...ma non racconto altro.

un concentrato di acuta analisi storica, ironia, dissacrazione religiosa e di usi e costumi, europei e arabi...non perdetelo.

7.3.08

motogp 2008



domenica in qatar. in notturna. fa freddo. le gomme come reagiranno non si sa.
si ricomincia.

stoner è il favorito e rossi l'inseguitore. mai successo da 10 anni a questa parte che valentino fosse il rivale e non l'uomo da battere. con in più una serie di incognite, tipo cosa farà melandri in ducati, come reagirà la honda con pedrosa, come si comporterà jorge lorenzo, novellino della massima classe.

non ho mai nascosto il mio amore per valentino. e lo confermo, nonostante ste puttanate di evasione fiscale che ha dovuto affrontare, che poi non sono puttanate perchè sto stronzo ha evaso sul serio. non nego che il mio entusiasmo per lui si sia affievolito, ma, sinceramente, non vedo l'ora che sia domenica per vederlo correre.

carmelo bene non capiva come mai si ritrovava a urlare davanti a una partita di rugby, o a incitare i giocatori durante una partita di calcio, e quando andava a teatro no. la penso esattamente come lui. mi permetto di aggiungere che provo un leggero brivido freddo lungo la schiena quando vedo i sorpassi in un gran premio di motogp. e questi sono i brividi che voglio provare anche quando vado a teatro.

scusate la parentesi dovuta alla deformazione professionale, non volevo, era una riflessione buttata lì, sospesa.

in trincea tutti quanti domenica!

scatenate l'inferno!

5.3.08

elio e le storie tese - studentessi


Elio e Le Storie Tese hanno vinto il Festival di Sanremo, per due volte. La prima quando parteciparono con La terra dei cachi; la seconda quest’anno, al Dopofestival, senza aver presentato una canzone in gara, ma grazie alla rivisitazione geniale, acuta, divertente, dei pezzi in gara. Indimenticabile quella della canzone di Minghi. Esilarante il remake del pezzo di Anna Tatangelo, scritto da Gigi D’Alessio con alcune “licenze poetiche” degne di un saltimbanco della grammatica italiana. In questo quadro, il nuovo album, Studentessi, non fa altro che confermare, oltre che la qualità dei musicisti, la creatività di un gruppo che innova continuamente, senza mai tradire se stesso. Ospiti d’eccezione, come Giorgia, Irene Grandi, Baglioni, stanno al gioco provocatorio e demenziale degli EeLST: il riferimento al rock progressivo da una parte e a Frank Zappa dall’altra è sempre evidente. I testi fanno riferimento continuo ai luoghi comuni contemporanei,al mondo dello spettacolo,alla musica italiana dissacrando molti tabù. Alcuni dei temi toccati: le discussioni familiari sulle vacanze estive, una gara tra black metal e death metal, un pezzo anti-bonghista e ambientalista su Milano. Aleggia in tutto il disco la presenza dell’ Architetto Mangoni, uomo assurto a mito. Rocco Tanica ci regala un momento legato ai giovani di Maria De Filippi destinato a rimanere negli annali della comicità. Sono dei geni.

28.2.08

messaggi cifrati


copio spudoratamente da elio, ma è troppo divertente.


anna tatangelo si è presentata a sanremo con un pezzo scritto dal compagno, gigi d'alessio, che è tra i papabili per la vittoria.

ma il tema caldo di questi giorni è l'interpretazione del messaggio cifrato all'interno della canzone: un messaggio satanista? un codice sconosciuto? un criptico linguaggio alieno? un'analisi logica folle?

in italia non si parla d'altro. vi propongo due parti del testo che qualcuno vorrei che cercasse di spiegarmi cosa significhino in italiano.

Se a chi dice che non sei normale Tu non piangere su quello che non sei

e poi ancora:

Se il cuore batte forte Dà vita a quella morte che vive dentro te…

aiutoooo...sto impazzendo, è come il codice da vinci...

27.2.08

uno specchio dell'italia

tutti dicono che sanremo è lo specchio dell'italia.


comincio a pensare sia vero.


infatti: le canzoni fanno come al solito schifo, ma quest'anno è uno schifo particolare. c'è puzza proprio di fondo, come se più giù di così non si potesse andare. i tiromancino hanno tirato fuori il peggio che potevano fare con un pezzo che non si capisce perchè abbia fatto scandalo per il testo, e una musica a dir poco improbabile. la bertè è sbroccata, fuori di testa, per non parlare dei ggiovani, meglio quelli di amici della de filippi. i finley...vabbè, i finley...
che devi di'...

mattatori (che bella parola), elio e le storie tese, ignudi fra i nudisti, per citare un pezzo del loro ultimo, bellissimo, studentessi.


e così: flop degli ascolti.

tutto questo mi porta alla mente che dobbiamo andare a votare fra poco. me ne ero quasi dimenticato. le canzoni che sentiamo in campagna elettorale hanno l'aria di essere il canto del cigno per molti. la puzza di muffa è ormai troppo forte, si sente parlare "vecchio", silvio è come la bertè, uòlter è come silvio. gli ha copiato il programma. pippo, sei vecchio!

risultato: stracciare le scheda elettorale. tutti a casa. ma tutti, fino all'ultimo stronzo. le persone non sono deficienti fino al punto di vedere sanremo a questo livello.

sanremo e italia si confondono. si candida pippo e boselli presenta il festival con uòlter? chiambretti nel pdl e larussa al dopofestival? la guaccero però è bona, come la melandri. però è più intelligente della melandri! uòlter, è pugliese, è la giusta capolista per la puglia! la tatangelo si schiera a favore delle unioni civili omosessuali, col favore di gigi d'alessio e bertinotti.

per innovare, propongo che le elezioni di aprile vengano fatte con votazione via sms del pubblico da casa sulla base di sfide in stile amici di maria de filippi: gare di canto, ballo e recitazione, più un cavallo di battaglia nel campo del diritto pubblico. ne rimaranno solo due a sfidarsi in finale. il pubblico può votare anche col telefono fisso.

comunque, secondo me il festival, e le elezioni, le vince little tony.

21.2.08

i pantaloni di obama li fanno a pianezza

obama si fa fare i pantaloni a pianezza, vicino a torino.


io conoscevo pianezza solo perchè un mio vecchio compagno di liceo, sparito nei secoli dei secoli, ci abitava. a pensarci, a pianezza, mi sono sempre immaginato una specie di sesto san giovanni, operaia, cazzuta...una banlieu vecchio stile, incazzata, piena di problemi. di quei posti che c'erano a torino negli anni 80 in cui si aveva un po' paura a camminare.

amarcord: una volta camminavo in una via di torino che si chiama via artom. avrò avuto 15 anni, forse meno. fine anni 80, inizio 90. le case diroccate, la strada deserta. zona operaia inizialmente, diventata luogo impregnato di criminalità e disagio, oltre che disoccupazione. insomma, cammino, con un amico, e guardo, curioso le case. la stra è deserta pur essendo le 4 del pomeriggio. le serrande e le persiane dei condomini sono tutti chiusi. the day after. guardo, osservo, scruto, per vedere facce, qualcuno, qualcosa.

d'un tratto un ragazzino, con la maglia della juve, avrà avuto 10 anni, esce da un portone e piano piano si avvicina a noi: "dice mio padre che se guardi un'altra volta ti spara". siamo scappati.

così mi immagino pianezza. così forse è. o era. ma sto divagando.

obama i pantaloni se li fa fare a pianezza, da una società che è di un mio amico.

dado è un mio amico.

lo voglio bbene.

dado, li voglio anche io i pantaloni di obama. con i bottoni di argento fino.

sai che sono un fashion victim.

noto che obama, all'interno dei pantaloni di pianezza, si è fatto cucire il suo slogan preferito, yes, we can.

dado, io anche, insieme ai bottoni di argento, voglio stampigliarmi lo slogan di obama. però non dentro, ma fuori, proprio sul pacco. in verticale. yes, we can.



inventato di sana pianta - regia di luca ronconi

per parlare degli spettacoli di ronconi si può ormai usare un'unica frase:


una perfetta, esteticamente ineccepibile, gelida, a tratti da sorriso accennato, pippa ultraintellettualistica, recitata ronconianamente (per chi gradisce la recitazione ronconiana...io no).


avranno speso mezzo milione di euro per sta pippa. complimenti.


ronconi, fai male al teatro. non c'è bisogno di te. (come non ci sarebbe bisogno di molti altri, naturalmente....)


(sala mezza vuota).

20.2.08

temi etici


ferrara è un ciccione di merda. è un bombolone ripieno di lardo e spocchia. orribile visu.


odio quelli che dicono che, "però, ferrara è intelligente".


ferrara è orrendo in ogni sua manifestazione e il fatto che sia intelligente è irrilevante.


oltre alla boutade grazie a dio a quanto pare accantonata di candidarsi a sindaco di roma (anche se avrebbe permesso a rutelli di vincere in allegria - tra l'altro, di nuovo rutelli sindaco di roma, che disperazione...), il nostro bel ciccione di merda lancia la campagna pro-life, antiabortista, una moratoria contro l'aborto, ecc. sfoderando che ha i coglioni più piccoli della media.

in tutta risposta, il binomio veltrusconiano se ne lava le mani, dice: lasciamo fuori i temi etici dalla campagna elettorale.

ora, oltre al fatto che col cazzo che dovete lasciare i temi etici fuori dalla campagna elettorale, prendete una posizione chiara, una volta tanto, e soprattutto mi riferisco a veltroni, vicino più che mai alle esigenze del vaticano, come si fa a dare credito al ciccione di merda?

di sicuro non mi imbatterò nella discussione filosofico-scientifico-teologica sull'aborto e altro, ma vi prego, oh voi pochi che leggete queste righe, non lasciatevi irretire dalla furbizia maligna di ferrara. il papa è in agguato e fra poco lui sarà il prossimo candidato premier. veltroni e silvio sono solo dei bamboccioni. non facciamo gli ipocriti, sappiamo che è così.

uno stato religioso. questo è l'obiettivo. è un segnale che da quando c'è ratzinger l'affluenza delle udienze del mercoledì in vaticano è triplicata rispetto a giovanni paolo II? e il fatturato della chiesa cresce in maniera esponenziale? e i fedeli aumentano a dismisura? il radicalismo religioso sta per comandare ancora di più in italia, più di quanto già non faccia.

il vero tema etico sarebbe quello di bandire le foto di ferrara tipo quella qui sopra. è eticamente inaccettabile.

una moratoria contro ferrara!




14.2.08

io lo fo che non fono folo



e invece fei folo.

fei folo con le tue parole a cafo.

fei folo con il difetto di pronuncia più faftidiofo d'italia.

fei folo con madre terefa e che guevara.

fei folo perchè fei paraculo e penfi pofitivo.

fei folo con le fcarpe col tacco, il comico che faceva ridere, la foto di tua nonna quando è giovane, il fapore della pizza.


fei folo come un raggio di fole, come una pioggia di rane, come cane, cafa, pizza, gatto...


è vero però, non fei tanto folo. c'è anche walter. fiete proprio una bella coppietta, fatti uno per l'altro. irrefiftibili. buoni. convincenti. paraculi. pacatamente ma anche ferenamente.

farete a braccetto la campagna elettorale. e tornerà filvio. gimme five.

walter, lorenzo, ci fidiamo di voi....

13.2.08

somiglianze

questo post è comprensibile solo per chi conosce lorenz ed enrica.

non sapevo, lorenz, che ti fossi unito ai depeche mode...a destra di dave gahan, che è il leader posizionato al centro, c'è proprio lui, lorenz, in veste trendy con capello ossigenato. chi non lo conosce, può notare che il nostro famoso membro del grande gruppo dell'elettronica inglese, era anche presente alla coppa america a valencia. in questa foto linkata, potete ammirarlo vincitore di premi su premi, mentre qui sopra lo vedete nella sua veste di icona pop.

a quanto pare enrica invece si è messa a farsi di crack. enrica, ripigliati!!!! ti ho beccata che ti facevi una botta di coca in bagno ieri sera....però belli i tatuaggi.

11.2.08

parco sempione

parco sempione è un parco che c'è a milano. forse l'unico parco di una certa dimensione, se si escludono il bosco in città a milano nord e qualcosa d'altro, ma sempre fuori città.

parco sempione fa cagare. è tenuto malissimo, l'erba non cresce più, i cani cagano da tutte le parti, d'estate è infestato dalle zanzare, come i navigli.

parco sempione è uno dei simboli della milano da vomitare.

negli ultimi 10 anni, oltre alle zanzare, a infestare parco sempione ci hanno pensato anche quelli che suonano i bonghi.

chi sono?

sono dei falsi fricchettoni, boy scout, con i pantaloni a righe colorate e i capelli rasta finti, solitamente vanno al liceo parini o al leonardo. vanno in giro con le bici comprate alla fiera di senigallia. si fanno le canne. al sabato sera vanno al leoncavallo. d'estate vanno in barca a vela ai caraibi. gli piace prendere l'aperitivo, come a tutti i milanesi.

non sanno suonare i bonghi. e quel rumore infernale riempie tutta la zona infrequentabile per via del rumore insostenibile che ne viene fuori, che, come se si fosse in una discoteca, non ti permette di parlare.

rumore monotono e fastidioso.

elio sublima insieme alle storie tese questo mondo di bonghisti, facendone una parodia esilarante e anche una satira ambientalista. grande come al solito.

godetevelo.

7.2.08

italia sì, italia no...se famo du' spaghi...

ma io devo votare questo qui sopra che ha detto dice m'ha detto oh gli ho detto, dimmi un po' che ti ha detto, perchè io gli avevo detto che lei mi aveva detto che quello aveva detto...diciamo...diciamo che gioiosamente e con ottimismo regaliamo il paese allo psiconano...diciamo che non dici mai un cazzo di netto...diciamo che se ti azzardi a copiare lo slogan di obama c'hai la faccia come il culo...

oppure devo votare sta banda di sciamannati qui (vi prego guardate il servizio delle iene che ho linkato perchè è geniale...).

ma noooo - mi dicono - tanto poi ce sta n'amico mio....

no, noooooooooo....

oppure silvio presidente della repubblica...oddio no...oggi mi dicono che se c'è un pareggio si sosterrà dopo le elezioni un governo tremonti-bersani....aaaaaaaaaaaarrrrrrrrgggghhhhhhh....un pareggio??? ma che è una partita di calcio....mamma mia, tachicardia, ansia, io sto a roma, li ho pure qui vicini, io non voglio stare qui...vi prego portatemi via...li odio tutti....non ce la faccio...mi sento come un ragazzino di 12 anni che ha paura di chissà che...non li voglio...

pare che rutelli si ricandidi sindaco di roma.....noooooooooooooooooo.....

ho mal di pancia. portatemi via. PORTATEMI VIAAAAAAAAA!!!!

all my bags are packed, i'm ready to go...

io scappo. ciao ciao. aufwiedersen. bye bye. au revoir. buena tarde.

ho paura, sono sull'orlo di una crisi di nervi. basta.

ciao.

6.2.08

un tempo oscuro...



il futuro arriva seguendo il ritmo del presente. e l'angoscia sale sempre di più. non siamo nel 2345, siamo nel 2008, e il tempo si fa buio, sempre più buio.


gli eserciti delle
forze oscure avanzano impietosi, e quello che ci dobbiamo aspettare è che l'impero ci dominerà per i prossimi 15 anni. il clan della resistenza è scarno e poco credibile; le popolazioni, quelle della comunità e quelle intergalattiche, non si fidano. io non mi fido.

ho paura. chiuso in una stanza della capitale, fumo sigarette pesanti. il buio, i temporali e la pioggia non aiutano il coraggio. fuori l'atmosfera cupa piomba sulle poche persone che cercano del cibo tra i ristoranti cinesi della zona.

le votazioni saranno tra un paio di mesi, e tutti si aspettano la netta vittoria delle forze oscure. gli elicotteri oscuri girano sulle nostre teste. come in quel vecchio film, blade runner.

ho paura. non voglio restare qui. scappo. le porte di tannoiser sono aperte.

3.2.08

yes, we can


tutto pur di non parlare della politica italiana, ormai sfigurata.

martedì prossimo arriva il supertuesday, e 22 stati degli usa voteranno per decidere se il candidato democratico alle prossime elezioni presidenziali americane dovrà essere barack obama oppure hillary clinton.

partiamo dal presupposto, ovvio, ma che è bene che sottolineiamo, che, per quanto si possa non condividere la way of life americana (in generale, anche se detta così mi rendo conto che ha poco significato), è già piuttosto importante che a gareggiare siano una donna e un afroamericano di origine kenyota.

detto questo, dato che nel nostro paese non si riesce a fare, qui prendo una posizione netta, per quanto sia insignificante: spero proprio che vinca obama. se così fosse vorrebbe dire che il prossimo uomo più potente del mondo (perchè è certo che saranno i democratici a vincere contro vetero-mccain) sarà un uomo che ha idee semplici e, porca troia, di sinistra.

per la prima volta dalla fine degli anni ottanta si interromperà l'alternanza dinastica bush-clinton.

ho sentito parlare o. un paio di volte e sono rimasto veramente colpito dall'ispirazione (sarà costruita?) che lo guida, dalle parole che dice, dall'idea "radicale" che ha di, come dice lui, "cambiare lo status quo a washington". ha portato i giovani a votare. ha unito gli americani di tutti i colori, parla alle fasce più deboli, parla di sistema sanitario nazionale. poche parole, chiare, contro la guerra in iraq. poche parole, ma chiare, chiarissime, su tutto.

hillary, pur essendo donna, è più uomo di o. non so se è chiara l'affermazione, che evidentemente non significa che o. sia frocio. hillary è cinica, potente, la struttura del partito democratico è dalla sua parte, puzza di establishment ed è più vicina ai bush di quanto si creda. è più uomo. o. ha un'immagine di dolcezza femminile che incanta.

o. ha dalla sua parte i kennedy.......spero non sia un minus.

go obama, we believe in change.

per farvi ridere un po', metto qui sotto un best of. ormai è quasi certo che in italia si voterà il 6 aprile o poco dopo, e ci stiamo preparando all'avanzata che non sarà più arrestabile di psiconano (come lo chiama grillo) e soprattutto delle gerarchie ecclesiastiche. come l'iran, diventeremo uno stato religioso totalitario. io ho la cittadinanza svizzera, l'ho già detto?

no, we can't.

1.2.08

odio modugno


vale si aspetta questo post, abbiamo "litigato" sul tema modugno. e io glielo regalo, questo post.

l'altra sera mi è capitato di vedere la storia siamo noi, quel programma di minoli. minoli è una merda, ha rubato con i socialisti tutto il rubabile, però non si può dire che non sia bravo. il lavoro di ricerca sul mondo della tv, dalla sua invenzione ad oggi, mi ha portato prima a vedere un documentario su corrado, alla fine del quale ho pianto. la coppia carrà-corrado, domenica in di corrado, il passaggio a mediaset, il pranzo è servito, la corrida...ho imparato a mangiare prima il dolce e poi la frutta, proprio con il pranzo è servito. amo corrado.

invece, l'altra sera, documentario su modugno, celebrato dal mondo dello spettacolo e della musica come il più grande interprete e autore italiano di tutti i tempi.

ha inventato un genere, questo è vero.

diciamo le cose come stanno: modugno fa cagare. è l'inventore della canzonetta nazional-popolare che ha rovinato la musica italiana. è come toto cutugno, come albano, suoi degni eredi.

volare? fa schifo, è una canzonetta che cantano gli emigrati all'estero e i los lobos. piove (ciao ciao bambina)? come volare, con la differenza che dà il la al lirico pop, mio genere spreferito.

modugno ha sfasciato la musica diventando popolare con canzonette imbarazzanti. è l'equivalente di berlusconi in politica, l'equivalente di pippo baudo in tv, di christian de sica in teatro e al cinema.

meglio, molto meglio celentano. imparagonabile con battisti, che invece ha dato spessore a quella canzonetta all'italiana, con testi e musiche originali e complesse, seppur orecchiabili. ma l'idea di nazional-popolare trash nella musica viene fuori proprio da modugno.e poi, scriveva le canzoni con enrica bonaccorti!!!

ok, ne salvo una: l'uomo in frac.