5.11.08

president obama

il mio pensiero vola immediatamente a pianezza, dove vengono cuciti i pantaloni che indossa obama. e penso a quello scemo del mio amico che glieli cuce addosso con le sue manine e a quello che avrà pensato quando leggeva le proiezioni sull'indiana e la virginia questa notte.

probabilmente, nel concreto, cambierà poco nella presidenza obama. ma mentre scrivo questa riga, subito ci ripenso, e dico che il fatto che quest'uomo sia il presidente degli stati uniti è già un cambiamento epocale.

facile pensare, e dire, che sia normale. non è normale. è oltre. gli usa sono andati oltre ogni aspettativa.

obama non è nero. è americano. parla da americano, non da afro-americano. scavalca le pantere nere, che sono state polemiche con lui proprio per la sua eccessiva "debolezza" nell'esposizione del pride, orgoglio afro.

perchè tutti coloro che hanno sostenuto obama, anche in europa, sino ad ora, con questa vittoria si sentono così speranzosi? la parola hope è quella che circola di più in queste ore sul web.

da gennaio, obama dovrà fronteggiare il disastro economico del suo paese, i rapporti con l'iran, le guerre in iraq e afghanistan, le relazioni con l'asia e con l'africa (quest'ultima si aspetta molto da lui, in tema di nuovi rapporti, per lo meno). cosa farà?

io non lo so, non lo posso sapere.

ma cerco di immaginare: obama ha 43 anni, è giovane, un intellettuale, è bello, dinamico, sa parlare benissimo in pubblico, ha ricevuto accuse di socialismo (magari lo fosse, aggiungo io...). prescindendo dal fatto che è nero, da quello che pare, da quello che dice, potrebbe fare bene.

questa speranza, cos'è?

è qualcosa che sta sotto alla vicenda concreta delle cose da fare da presidente. è la realizzazione di un sogno multiculturale. cascano tutti i paradigmi razzisti su cui si sono formati gli usa. su cui ancora vive l'europa.

un meticcio, di padre africano, di madre bianca, che ha parenti su 3 continenti del mondo, rappresenta pienamente quello che sono gli stati uniti oggi. e quello che sta diventando tutto il mondo. è la fine dell'idea che l'identità nazionale sia legata alla razza. esiste solo la razza umana, diceva einstein.

la società contemporanea è multiculturale. è meticcia. tutto il resto, tutte le parole sull'immigrazione, sul relativismo che sarebbe cattivo, sono vane. non servono.

se negli usa si è esplicitata, finalmente, questa straordinaria ricchezza che deriva dalla differenza, allora la speranza, hope, è che questo possa avvenire ovunque. anche nella vecchia europa. anche in questo paese a brandelli che è l'italia. guidata da un semi-dittatore (meglio un dittatore vero!), nano, finto, settantenne, vecchio, come vecchi sono tutti coloro che hanno potere in questo paese.

ecco la speranza qual è.

e chi si chiede perchè obama abbia incantato mezzo mondo, pensi proprio a questo, a cosa rappresenta la sua figura meticcia: al superamento di uno status quo mondiale concretamente razzista, fondato sulla paura, sul potere fine a se stesso.

cosa farà, lo vedremo e lo giudicheremo. quello che ha fatto sin ad ora, cioè riqualificare la democrazia americana (e mondiale) attraverso, finalmente, il senso della partecipazione, (che parola straordinaria), della comunità indipendente dalle razze, e trascinare un popolo, quel popolo, verso una nuova coscienza di sè, umana, non razziale, è una specie di miracolo.

vi pare poco?

l'unico ultimo pensiero che mi viene, ora come ora, è: vi prego, americani, salvateci un'altra volta, invadeteci!

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Interessante il commento di un mio amico americano oggi..

"finalmente dopo anni che vivo in Europa, la gente qui inizia ad apprezzare il mio paese. Il primo vero cambiamento è proprio questo"

Giulioball

Anonimo ha detto...

La maturità della democrazia degli USA mi ha molto colpito. Duci e ducetti da quelle parti non li vogliono, per davvero. Da queste parti non ne sono così convinto... Obama presidente è un passo avanti significativo ma per l'Italia non cambia nulla. Altro che "è cambiato il vento" come dice Veltroni. Obama in Italia non potrebbe mai esistere. Almeno per ora. Lorenz

polusse ha detto...

ma soprattutto "è giovane e abbronzato" come dice Silvio..

gr ha detto...

«Il trionfo di Obama - spiega Giorgio Tonini, ghost writer del segretario - rafforza la leadership di Walter. Non a caso, era l'evento su cui noi riponevamo la stragrande maggioranza delle nostre aspettative. Di più, molto di più rispetto alla manifestazione del Circo Massimo»

E come sempre mi caddero le palle.