1.9.06

valentino ti amo, non mi spezzare il cuore


uno dei miei idoli è david foster wallace. ho passato l’estate in mezzo ai suoi libri ed è come se non riuscissi a staccarmene. ma non voglio parlare di questo, dfw necessita di un post a sé, che prima o poi gli dedicherò, con calma.

però, nella sua ultima raccolta di saggi, considera l’aragosta, c’è la recensione di un libro, l’autobiografia di tracy austin, tennista strepitosa che alla fine degli anni ’70 divenne un mito perché, giovane e gracile, vinceva qualunque torneo a cui partecipasse. dfw, appassionato di tennis (vedi anche la sua raccolta tennis, trigonometria, tornado e altre cose divertenti che non farò mai più) e tennista dilettante, parla con amore di TA, ma stronca l’autobiografia come un libro banale; ma di più, non si spiega come mai una persona con una storia di vita personale così avvincente sia riuscita a partorire un libro, molto probabilmente comunque non scritto da lei, di così totale piattezza e superficialità.
una delle spiegazioni che dfw si dà è che noi fan abbiamo delle aspettative troppo elevate, dovute alla iconizzazione degli idoli, e alla proiezione su di loro di come vorremmo essere noi (semplifico un ragionamento di una decina di pagine, in pieno stile dfw, ma siamo su un blog, e non posso dilungarmi troppo...forse prima o poi lo farò...)


ho comprato l' autobiografia di valentino rossi. d’altronde lo amo.

purtroppo non sono riuscito a finirla e questa cosa mi ha distrutto.


non ho letto quella della austin, e credo che in realtà quella di VR sia migliore, non nella scrittura in senso stretto, che è semplice fino quasi alla grammatica primitiva dei bambini delle elementari, soggetto verbo complemento, ma quantomeno perché racconta le prime esperienze in moto quando aveva 14 anni, le prime gare in piccoli circoli di tavullia, i primi incontri con i mostri sacri del motociclismo, mick doohan in primis…

poi però:

“mia madre mi ha sempre seguito fin dalle prime corse…al telefono mi dice sempre di fare il bravo”

“mare o montagna, per me non cambia molto se ho gli amici giusti e mi diverto”

“mio padre graziano mi ha aiutato molto fin dagli inizi della carriera, e anche oggi spesso mi dà ottimi consigli”


“il mio lavoro mi porta in giro per il mondo, dandomi l’opportunità di vedere bellissime città”

“amo londra. ho apprezzato da subito l’atmosfera di una città veramente multietnica”

e dulcis in fundo


“steve mcqueen era uno spirito ribelle, proprio come me” (aaaaarghhh)

“chi ha detto che bisogna essere seri quando si lavora? si deve ridere e scherzare. la vita è decisamente migliore se la si prende con filosofia” (nooooooooooooooo!!)

“non mi piace l’abbigliamento formale, preferisco vestire casual si addice molto di più al mio carattere e al mio stile” (…vale, e sticazzi..?!?!)

e poi il non-plus-ultra


“sono italiano, il che significa che amo il sole e ho un buon rapporto con il mare” (no, vale, questo no, cristo….)

mi chiedo: ma perché un uomo, un ragazzo che è più simile a dio o a un extraterrestre quando guida la moto, è un genio della comunicazione, ha imposto un’immagine di sé strepitosa, lontana dalle telecamere e dal gossip estivo, ma popolare, simpatica, immediata, mi chiedo, perché deve permettersi di scrivere delle cazzate di questo livello? poteva approfondire i suoi rapporti con gli altri motociclisti, con la moto, i casini con la
honda…

io lo amo lo stesso, per questo non ho finito di leggere il libro.

ti prego vale, non scrivere MAI più.

4 commenti:

Padiglione22 ha detto...

Come non scrivere più ? E quei meravigliosi segni neri che pennella sulla pista ad ogni gara come li vogliamo chiamare se non poesia...
P22

Poluccio ha detto...

MAI PIUUU'!!!!...sono d'accordo con Max...chi se ne frega se gli piace la montagna o il mare..se poi proprio voleva andare sul personale che almeno ci dica se è frocio o no...o forse per questo dovremmo aspettare la biografia di Uccio..

max ha detto...

frocio non credo viste e foto in barca a formentera con arianna...ma non scadiamo nel gossip...

Filippo ha detto...

Leggi il libro di Baggio, quella si e` letteratura...