14.4.08

harry potter e i doni della morte

non scrivo quasi mai di libri.

è perchè leggo un decimo di quello che leggevo qualche anno fa.

non leggo perchè lavoro. e il lavoro non si concilia con la lettura.

mi ero abituato a leggere la saga di harry potter a natale. questa volta no.

ma chissenefotte di ste premesse.

mi sono letto sto nuovo harry potter, e per una volta volevo parlare di libri.

capisco che parlare di libri parlando di harry potter è come parlare di zelig per parlare di comicità intelligente; però mi va.

e alla fine il libro non è male.

impossibile leggerlo senza conoscere almeno i due libri precedenti. in particolare, il principe mezzosangue. ho dovuto andare a riprendermelo pure io, perchè, effettivamente, è di quei libri che leggi e poi ti scordi immediatamente. mi sono appoggiato a wikipedia e ho ricostruito cosa minchia era successo prima.

una volta entrati nel meccanismo, però, il libro non è male, ha due o tre colpi di scena divertenti. finisce in modo intelligente e, soprattutto, diventa sempre più epico. la battaglia tra i mangiamorte e l'ordine della fenice diventa uno scontro alla signore degli anelli, senza raggiungere le vette della letteratura di tolkien mai, neanche per un istante. ma di certo la rowling, già prese le distanze da tempo dalla letteratura per bambini, tenta il salto di qualità. non le riesce fino in fondo, ma ci prova.

il maghetto non è simpatico per niente. è un personaggio abbastanza fastidioso: jkr tenta di farlo essere eroe, o antieroe, ne fa un personaggetto sfigato, antipatico, saccente...il bello non è lui. il bello è tutto il resto, tutta la fantasia di un mondo che nasce da una visione immaginifica dell'autrice.

è innegabile che il mondo di maghi, streghe, incantesimi, foreste incantate, giganti, draghi sia affascinante e divertente. a parte per chi odia i maghi e il fantasy.

e poi, i doni della morte mi pare un titolo così contemporaneo per l'italia...

3 commenti:

Andrea ha detto...

ma non odiavi tutto ciò che è fantasy?

comunque ti consiglio George Martin e la sua Saga del Ghiaccio e del Fuoco. Fantasy atipico molto gore e dark, peculiare per la quasi totale assenza di tutti gli stilemi del fantasy classico come le mille razze sfigate, la magia, l'epica,... solo tanto sangue, tradimenti e morte. fichissimo.

max ha detto...

io??? io amo il fantasy...chi odia il fantasy e i maghi è lorenz...

Andrea ha detto...

avevo capito male :o