25.1.07

trasformazioni











prima...

...e dopo...

“ero contentissimo ma non te l’ho mai detto che urlavo dio ancora. fiamme e poi polvere, l’amore è troppo veloce, perchè tutte le cose belle devono finire? dimentica! questo silenzio non vale neanche una parola nè una sola.

spazi vuoti facce distanti nessun luogo in cui andare. cerco di andare avanti facendo finta che tu non sia mai esistita. sono sveglio, ma il mio mondo è addormentato.prego questo mio cuore di non rompersi ma senza di te rimarrò incompleto.

bisogna avere un po’ di pazienza, ce l’ho ancora da quell’amore che ho perso. sentire la tua frustrazione. il mio cuore non ha più sentimenti e allora perchè ancora mi sto curando? devo avere un po’ di pazienza.”

questo è un quiz. si tratta di un collage di canzoni di alcuni tra i più grandi artisti di questi ultimi mesi. tutti li conoscete.

si tratta di gente che torna dopo essere passata attraverso un dolore. dopo aver provato l’ebbrezza del successo, il friccico delle passioni sfrenate, l’adrenalina degli eccessi, questi artisti riflettono su se stessi e si rendono conto che quelle gioie fittizie non rispecchiavano veramente bene il loro io più profondo.

la loro realtà è un’altra. è qualla di ragazzi belli e dannati, ma consapevoli. ora, maturi. i beni terreni sono effimeri, quello che conta è l’amore, l’amicizia, la birra al pub con gli amici cari. si rendono conto che devono guardare oltre e quindi....

...prima cosa da fare: cambiare look. non più look cazzone-fotomodello-frocio-discotecaro, ma fotomodello-fighetto-radicalchic; non più pelle lucida e sbarbata, ma barba un po’ incolta per dare il senso della trascuratezza dell’aspetto esteriore, perchè quello che conta è l’anima; non più canzoni ridanciane, ma canzoni di amori tormentati, perdita della verginità, spaccamenti di cuore.

quello che è incredibile è come il mercato si impossessi in senso psicologico delle persone. e queste sono la punta dell’iceberg. sotto di loro si sviluppa la fauna di emulatori, che poi, nella loro accezione più barbara, si evidenzia nel fenomeno italiano del tronista.

la piramide evolutiva dell’homo tronista.

comunque, indovinate chi sono gli artisti in questione.

3 commenti:

margonne ha detto...

tiziano ferro - ed ero contentissimo
tiziano ferro - stop dimentica
backstreet boys-incomplete
take that - patience
me ne manca solo una cazzo..

ponchia ha detto...

...e poi c'è paolo nutini: ragazzotto inglese, che fa musica come tanti altri, che si veste giusto, che ha l'atteggiamento giusto, che canta con una voce giusta...e soprattutto che ha un nome italiano. la cosaproduce due effetti fondamentali: in Inghilterra lo circonda di un chè di esotico che manda in visibilio il mercato; in Italia risponde al patriottismo idiota che ci a dire "anche noi contiamo nel mondo" e via, primo in classifica....Paolo Nutini, non sa una parola di italiano, è stato in Italia solo per promuovere a mtv il suo disco, tifa Arsenal ( o Liverpool o Chelsea o ...) e ride di tutti noi, italiani e inglesi.

max ha detto...

ti manca nelly furtado con all good things...anche lei ultracazzona qualche anno fa, ora consapevole, triste ma sensuale...