11.9.08

la giornata internazionale dell'aereo

proclamerei l'11 settembre giornata internazionale degli aerei.


nel 2001, sappiamo cosa è successo in questa giornata incredibile. da quel momento il mio terrore per gli aerei è aumentato a dismisura. ad ogni piccolo vuoto d'aria immagino il volo che si schianta a velocità pazzesca contro il suolo. a ogni rumore, guardo le ali, i motori per capire cosa diavolo stia succedendo, pensandoli in fiamme. a ogni suono, vedo dentro la mia testa la hostess che esce come una furia dal suo bugigattolo in testa all'aereo con al collo il salvagente.

oggi ho volato da venezia a roma, e ho cercato di non pensare che era l'11 settembre. ma non ce l'ho fatta.

davanti a me era seduto un nigeriano che sicuramente era un terrorista che lotta contro le compagnie petrolifere americane e italiane che sfruttano il suo paese. nel suo zaino sono certo che c'era un ak47.

c'era anche un imam, sul volo di questa mattina. non ho potuto fare a meno di squadrarlo per 30 minuti per capire se fosse imbottito di una cintura di nitroglicerina. oppure che nelle mutande del bambino che era con lui non ci fosse un sensore che attivava le bombe attentamente posizionate nel bagaglio imbarcato nella stiva. vedevo già l'aereo sventrato e il vuoto sotto di me.

in realtà, appena dopo il decollo, in cui ho sentito carrello che si bloccava e ci costringeva a un atterraggio di emergenza in cui saremmo morti tutti, mi sono addormentato come un bambino di 2 anni, e mi sono svegliato appena in tempo per l'atterraggio a roma, nel quale ero certo che i freni non avrebbero funzionato e ci saremmo distrutti contro un aereo in decollo...

vabbè, le mie paranoie da 11 settembre le ho sempre.

la verità è che oggi, 11 settembre, teoricamente si dovrebbe chiudere la questione alitalia, un pasticciaccio all'italiana, fatto come sempre tra gruppetti di amici, in barba a mezza legislazione italiana, principi antitrust, ordinamento europeo, criteri di mercato che dovrebbero essere la bandiera di questo governo.

io spero, con tutto il cuore, che alitalia fallisca una volta per tutte. così capiremo cosa vogliano dire una volta per tutte 20.000 lavoratori senza posto di lavoro, privilegi, giochetti e acrobazie politiche e sindacali.

3 commenti:

marco. ha detto...

della questione alitalia ammetto che so poco.
posso però dire che io ogni volta che vado in aereo, prima di partire guardo tutti quelli che sono con me per capire che lost sarebbe se ci schiantassimo su un'isola deserta. a volte arrivo a pensare che non sarebbe male se cadesse. è un gioco molto divertente e fa passare l'ansiella. soprattutto se c'è la figa, che in lost, si sa, non può mancare. te lo consiglio.

Anonimo ha detto...

Io mi ricordo esattamente dov'ero quando ho saputo degli aerei quell'11 settembre: sull'autobus in un ingorgo pazzesco di fronte all'ambasciata americana... E poi mi ricordo che da casa ho descritto in diretta al telefono a mia sorella il crollo delle torri, perchè lei era ancora in ufficio e internet era completamente saltato...
Ma a parte questo mi diverte sempre andare sull'aereo, mi piace un sacco l'altezza e vedere le cose piccole piccole...
Vicinissimo a dove mi trovo in questo momento, invece, continua l'assedio dei dipendenti dell'alitalia...
Marina

Anonimo ha detto...

Dopo anni di mangiate collettive su Alitalia ai limiti del ridicolo (articolo di Stella sul Corriere di oggi) forse oggi presenteranno il conto. A pagare quello più salato però saranno i lavoratori. Negli ultimi 15 anni centrodestra e centrosinistra hanno governato 7 a testa. La colpa per Alitalia è almeno da dividere metà per uno. Ed una metà va anche al salvatore delle Patria... Non siamo un paese civile. Lorenz